Coppie di fatto in Municipio, l'assessore De palo: "Un pallino inutile"

ESCLUSIVO. L'assessore alla Famiglia sceglie Affaritaliani.it per rispondere all'approvazione del registro delle coppie di fatto, varata dal Municipio Roma XI: “Il tema della famiglia è laico e riconosciuto dalla Costituzione. Al terzo tentativo sono riusciti con questo pallino del registro ma Udc, Api e Pd devono spiegare cosa hanno fatto. E poi la sede naturale per discutere non è la Garbatella ma il Parlamento: è un inutile salto in avanti”


E alla Polverini che ha chiesto di tassare i beni ecclesiastici manda a dire: “Una bolla mediatica, fanno confusione tra Vaticano e i soggetti impegnati nel sociale che, se un giorno dovessero scioperare, allora capirebbero il valore...”

Giovedì, 8 dicembre 2011 - 10:53:00


di Fabio Carosi

La bufera era nell'aria. Il giorno dopo la provocazione dell'XI Municipio che ha sorpassato a sinistra, Comune, Provincia e Regione varando il primo elenco “glocal” delle coppie di fatto, c'è il silenzio della politica. Chi invece chiede di parlare è l'assessore alle Politiche della Famiglia, Gianluigi De Palo, toccato dalla decisione bizzarra proprio il giorno dopo la virata del Comune verso il quoziente familiare . A De Palo non va giù quel “registrino” e sceglie Affaritaliani per replicare al “sorpasso” del presidente del parlamentino Andrea Catarci e mandare un messaggio chiaro e forte alla politica: altro che coppie di fatto, “Roma e l'Italia sono fondate sulla famiglia, e non lo dico io ma la Costituzione”.

Assessore De Palo, per un cattolicissimo come lei le coppie di fatto sono come l'acqua santa per il diavolo?

“Intanto non esistono superlativi sulla fede e poi l'essere cattolico ha dato sapore e colore alla mia vita ma non c'entra niente con questo discorso. Io sono un laico e questo della famiglia è un tema laico perché riconosciuto da tre articoli della Costituzione... appunto un testo laico. Chi fa questi salti in avanti dovrebbe saperlo”.

Va bene, allora ricominciamo da capo. Lei introduce il quoziente familiare nel programma di fine legislatura di Alemanno e il Municipio XI crea l'albo di quelli che convivono di fatto. C'è qualcosa che non funziona, oppure è una chiara provocazione... Scelga lei.

“Il tema è più complesso e rischiamo di fare la fine dell'Ici sui beni della Chiesa se procediamo con le semplificazioni”.

L'Ici sui beni della Chiesa? Giusto la poco cattolicissima Renata Polverini ha tuonato contro l'esenzione. Certo che a Destra vi dovreste mettere d'accordo.
 

renata polverini


“Quella roba è assurda ed è solo una bolla mediatica. E un problema di ignoranza e quindi chiariamo per chi non sa: intanto non facciamo confusione tra il Vaticano che è uno Stato e i beni ecclesiastici. La stessa Chiesa, poi, chiarisce che tutte le attività commerciali che fanno capo a.. non devono avere deroghe. Cambia tutto invece per quei soggetti che fanno sussidiarietà e assistenza a famiglie, poveri ed emarginati. Non ho numeri per qualificare il valore di questo lavoro ma basta pensare a quello che potrebbe succede se un giorno a Roma ci dovesse essere uno sciopero di questo mondo che tiene in piedi un altro mondo”.

Torniamo alle coppie di fatto e al registro. Ammesso che l'iniziativa non abbia alcun valore legale, come lei sostiene, allora cosa significa? Uno schiaffo? Una provocazione? Una prova di esistenza in vita?

“Vorrei fosse subito chiaro che il tema della famiglia è uno spartiacque anche di fronte ad una deriva laicista e quindi si gioca su una realtà che non è solo quella del mondo cattolico. Sinceramente avrei preferito un polverone perché avrebbe fatto emergere le incongruenze valoriali della politica. L'assunto è che in Italia, a differenza degli altri paesi europei e a Roma in particolare, l'istituto della famiglia, non è una scelta ideologica ma un caposaldo culturale e antropologico”.

Assessore, tema alto ma chiaro. Qui però siamo di fronte ad un “Municipio contro tutti”?


“Co' sta storia del registro delle coppie di fatto ci hanno provato già due volte e sempre sono riuscito a bloccarli, chiamando i loro politici di riferimento e spiegando loro il significato inutile di questa azione e che il tema non può essere discusso alla Garbatella o a San Paolo ma in Parlamento. Stavolta ce l'hanno fatta con la complicità del consigliere dell'Udc che è rimasto in aula per il numero legale, insieme al rappresentante di Api e di due del Pd. Di questa cosa dovranno rispondere politicamente. Così come la Provincia di Roma e il presidente Zingaretti devono spiegare perché mentre noi sabato apriamo il primo forum per la famiglia, loro convocano gli Stati generali della Provincia di Roma e al tema della famiglia preferiscono “le famiglie” e affidano al professor Sgritta un'intervento su “famiglie e soggetti. Noi lavoriamo per la famiglia, loro per le famiglie. Su questo il Pd deve chiarire così come l'Udc e Api perché se per i cattolici del Pd vale più la logica di partito e l'obbedienza, gli altri devono chiarire se hanno un progetto politico o elettorale. Nel secondo caso varrebbe la regola che queste formazioni mostrano tutta la loro fragilità in assenza di una visione”.

Torniamo al Municipio. Perché questo registro?


“Sarò breve: ce lo dovrebbero spiegare e dettagliatamente, perché il mandato che hanno ricevuto dai loro elettori è quello di essere rappresentanti di prossimità. Cioè di occuparsi di strade, scuole, marciapiedi, insomma dei nobilissimi problemi di tutti i giorni, invece propongono agevolazioni per quelle coppie chiamamole “a progetto” che non prendono nessun tipo di impegno l'uno verso l'altro”.

Secondo lei è una provocazione?

“Macchè è un inutile pallino fisso. La politica non è gestire i favorevoli ma avere una visione del futuro. Cioè della famiglia fondata sul matrimonio, come dice la Costituzione e non necessariamente quello religioso”.

Lei è sposato?

“Sì”.

Figli?

“Quattro, uno nella pancia, uno di 2 uno di quattro e uno di 6 anni”.

E sua moglie?

“É un mito da 7 anni”.

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