Contro Alemanno rinasce la Dc. Tutti a corteggiare i cattolici romani

INSIDE. Centrodestra e centrosinistra in piena rivoluzione affilano le armi in vista della campagna per le Comunali 2013. Enrico Gasbarra dopo la segreteria del Pd in odore di candidatura al posto di candidatura al posto di Nicola Zingaretti, proiettato al posto di Bersani alla guida del partito nazionale
Mario Baccini chiama alle armi su Fb e scalda Massimiliano Maselli di Sviluppo Lazio al posto di Gianni Sammarco al prossimo congresso. Con lui anche Antonello Aurigemma e Luca Gramazio. Mauro Cutrufo resta in finestra e sogna la rivincita dopo il sacrificio imposto dal sindaco per le “quotine rosa” Sensi e Belviso, mentre Potito Salatto da Bruxelles sorride all'idea del ministro Andrea Riccardi come sindaco della città “sociale”. L'incognita dell'Udc Luciano Ciocchetti da mesi in campagna elettorale grazie al suo Piano Casa

Venerdì, 20 gennaio 2012 - 10:15:00


di Fabio Carosi

Stavolta il “modello Roma” è al contrario: invece di andare avanti alla ricerca di un nuovo equilibrio tra politica e società, si torna indietro. Via, più veloci della luce verso quella che fu la Democrazia Cristiana, con un movimento interamente trasversale che parte da sinistra e da destra e finisce in quel mondo cattolico che è stato a guardare silenzioso gli effetti del capitalismo selvaggio e la crisi economica.

La parola d'ordine che circola in città è “socìetas”, termine rigenerato dal diritto romano, accanto a quel “sociale” che prevede più attenzione ai diritti di chi ha meno. Il movimento è già partito e, secondo quanto risulta ad Affaritaliani, siamo già al livello delle grandi manovre.

A sinistra l'esponente cattolico verso il quale si guarda con grande attenzione è Enrico Gasbarra. Per lui si preparerebbe una candidatura come anti Alemanno in rappresentanza dei cattolici di sinistra. Già assessore al Turismo con Rutelli, poi presidente dell'inutile Provincia di Roma con tanto di palazzo e corte, Gasbarra ha avuto un salvacondotto veltroniano che l'ha portato alla Camera e da qui attende solo di essere incoronato come segretario regionale del Pd. Per un politico che già a 16 anni era tesserato Dc e a 17 presidente del Movimento Giovanile del partito, la doppia benedizione di Veltroni e D'Alema è il viatico giusto per riallacciare quei rapporti con il  Vaticano che l'ala sinistra della sinistra ha pregiudicato. Il percorso è segnato: sarà incoronato segretario e successivamente destinato a guidare la riscossa del centro-centrosinistra, nella città consegnata alla Destra di Alemanno col demiurgo Augello distratto dall'eterna lotta contro il decisionismo polveriniano.

nicola zingaretti


E Zingaretti? Il timido presidente della Provincia non si è mai candidato. Anzi, lo hanno sempre candidato giocoforza in assenza di un'alternativa. Ora c'è e Nicola il buono è pronto a coronare il suo sogno: prendere il posto di Bersani alla segreteria nazionale del partito. Ovvio che tutto è regolato sull'orologio del dopo-Monti, cioè delle elezioni nazionali.
Ma la voglia di Dc è una contaminazione che si allunga anche a destra. Gli ex Balena Bianca è da tempo che attendono compressi un posto al solo e si stanno riorganizzando. Chi sono? Intanto Mauro Cutrufo, il figlio prediletto di Gianfranco Rotondi, sacrificato da Alemanno per due “quotine rosa” come le eteree Sveva Belviso e Rosella Sensi, attende in panchina di tornare a giocare titolare, forte dei suoi voti. Poi l'incognita Mario Baccini. Da quando il Pdl è diventato un frullatore è stato silente in attesa seduto sulla presidenza del Microcredito. Due giorni fa ha riacceso i motori che portarono il suo gruppo alle ultime europee a mettere in cassaforte quasi 75 mila voti, lanciando un appello su Fb: “In questo momento di depressione socio-finanziaria, sono determinato a mettere insieme tutte le forze disponibili per affermare l'economia sociale in alternativa all'automatismo dei mercati e della finanza speculativa. Ora e' il momento di creare un argine a difesa del lavoro dei diritti acquisiti pensionistici e della libertà di fare impresa con accesso al credito garantito”.

Baccini

Per chi lo conosce equivale a una chiamata alle armi. E infatti la guerra è iniziata. Al grido di “nel Pdl si è rotto il muro di omertà”, al prossimo congresso candiderà il presidente di Sviluppo Lazio, Massimiliano Maselli, come erede di Gianni Sammarco. Secondo i bene informati, sul carro dei bacciniani, trasformati in un cartello, sarebbero saliti anche l'assessore “Capitale” Antonello Aurigemma e il capogruppo consiliare Luca Gramazio. E addio Laboratorio Roma con buona pace del sindaco. Ovvio che da destra Mario Baccini guarda al centro, da ottimo cattolico impegnato e considerato qual è.

Nato e cresciuto nella Dc, travasato nel Pdl ma con il cuore orfano di piazza del Gesù, da Bruxelles Potito Salatto sono ormai mesi che lancia strali contro Comune e Regione. Salatto è fedele a Fli come solo un uomo d'onore potrebbe ma ha la Dc nel cuore e nel sangue e per questo osserva le grandi manovre del Terzo Polo intorno all'ipotesi (già anticipata diversi mesi fa da Affaritaliani) di convincere il ministro Andrea Riccardi a proseguire l'azione politica, ripartendo dalla Roma, città alla quale ha donato la Comunità di Sant'Egidio. Gira e rigira anche i terzopolisti guardano ai cattolici.

Infine, l'Udc di Casini che a Roma significa Luciano Ciocchetti. Luciano “biancofiore” non è mai stato troppo simpatico al segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, ma da uomo di rito democristiano si è limitato a tessere ragnatele che lo hanno portato a rimpolpare il partito regionale aprendo le porte ai transfughi del Pdl. Che farà? Semplice: starà in finestra a guardare e poi in ogni caso porterà a casa un risultato. Anche se dovesse costargli l'equilibrismo di stare all'opposizione nella maggioranza.

salatto

Lo sciagurato Piano Casa regione è il simbolo del suo potere: per farlo approvare è stato fuori dalla maggioranza della Polverini e poi al momento opportuno si è preso la vice presidenza della Regione e l'assessorato all'Urbanistica. Sono mesi che gira per paesi presentando la sua iniziativa gradita da Minturno e Montefiascone. Praticamente è da maggio 2011 che fa campagna elettorale. E gli ex Dc la sanno fare come e meglio di un rettore universitario.
Sommate tutte le candidature potenziali, sembra di assistere alla rinascita della Democrazia Cristiana e delle sue correnti. Un salto indietro per riprendere a guardare in avanti. Dicono.



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