Congressi Pd, Miccoli e Patané ad Affari: “Ex Popolari ormai disperati”
Lunedì, 15 novembre 2010 - 10:30:00
![]() Nicola Zingaretti |
Arsenico e vecchi merletti. Meglio ancora “fratelli serpenti”. Seppur con un vincitore ormai in tasca, la stagione dei congressi nei circoli romani del Pd sta diventando il momento per la resa dei conti. Due le contrapposizioni che si stanno dando battaglia: gli ex popolari da una parte, guidati dal senatore Lucio D'Ubaldo e dal delfino Orlando Corsetti, presidente del I Municipio e candidato alla segreteria e, dall'altra, il fronte composto tra i duri e puri ex Diesse e gli ambientalisti-ex Margherita decisi ad andare sino in fondo nella rifondazione democratica e a costruire il nuovo partito che non c'è.
I due candidati Marco Miccoli ed Eugenio Patané, scelgono Affaritaliani.it per rispondere alle accuse lanciate dagli ex popolari. Quali? Intanto che l'operazione delle primarie nei circoli è una sorta di congressificio; che l'opposizione in Campidoglio è “incapace come il partito di elaborare i progetti” e, infine, come ha dichiarato il senatore D'Ubaldo, che la visita di Bersani e Zingaretti a Pietralata, “È un'immagine un po' logora, quasi da Istituto Luce. Intanto nei circoli, dove si tengono le assemblee per eleggere il segretario del partito cittadino, si registra una defezione che supera il 50 per cento della platea congressuale. Anche gli iscritti bocciano dunque l'idea di un partito a vocazione minoritaria”.
Per Miccoli che le prime “primarie di circolo” danno a circa il 75 per cento dei consensi, quella di D'Ubaldo e Corsetti è una polemica disperata. Non ho ancora chiaro cosa vogliono – dice – forse non capiscono quello che stiamo facendo perché non lo percepiscono come utile. Da parte loro devo registrare che non c'è neanche un'alternativa, un'idea diversa sulla quale discutere”. Aggiunge Eugenio Patané portatore di un progetto che egli stesso ha definito di un “partito a colori”: “ Corsetti è un politico disperato che sta avvelenando i pozzi. Ho difficoltà persino a commentare una candidatura costruita su un progetto che ha come unico scopo quello di dare fuoco alla baracca pur di raccattare in giro qualche voto”. E Taglia corto: “Noi andiamo avanti, le sue polemiche neanche le consideriamo. Anche perché i veri popolari come Franco Dalia ed Enrico Gasbarra stanno dando un serio e vero contributo al lavoro che il partito sta portando avanti”.
Risposta “politica” ovviamente, che tenta di malcelare il clima che sta vivendo il partito a Roma. Non a caso nei giorni scorsi Corsetti e il suo mentore D'Ubaldo sono stati oggetto di repliche avvelenate, come quella del consigliere Francesco Smedile che ha risposto alle accuse di incapacità spiegano che il presidente del Municipio Roma I di essere stato messo lì quasi per caso, senza cioè essersi misurato con gli elettori: “È sempre stato cooptato dal partito sulla base della richiesta della sua componente di appartenenza. Alle ultime elezioni con lo stesso metodo per la terza volta è avvenuta la sua indicazione come candidato presidente, catapultato questa volta al Municipio I". E ha aggiunto al vetriolo: “Il partito ha delle responsabilità e dei compiti. Selezionare in modo più oculato i candidati alla presidenza dei Municipi romani, visto che in questi tre anni non li ho mai visti a fianco del gruppo consiliare capitolino del Pd per fare opposizione al sindaco Alemanno”.
E l'esponente Pd Pino Battaglia a proposito del senatore Lucio D'Ubaldo ha aggiunto: “Probabilmente se il Pd fosse un partito serio lui non farebbe neanche l'amministratore di condominio. Invece deve essere proprio grazie a quella 'vocazione minoritaria' che il senatore attribuisce al partito se D'Ubaldo riesce ad occupare indegnamente svariate poltrone". Il riferimento è alla presidenza di Lazio Sanità, la società che si occupa del controllo della spesa sanitaria regionale, più volte reclamata dalla nuova maggioranza regionale e per la quale D'Ubaldo aveva sfidato il partito dichiarandosi pronto alle dimissioni anzi-tempo.
Intanto le votazioni nei circoli proseguono. Dopo Tor Bella Monaca e Torre Maura, urne aperte all'Università e domani a circolo Ares 118. L'affluenza è alta, nonostante la media sia stata abbassata da alcune ex sezioni, come quella di XX Settembre e Ludovisi dove a votare sono andati in pochi e tra questi anche diversi esponenti passati ad Api e Udc. Le prossime due settimane sono quelle più calde. Anche per il futuro del presidente del Municipio che, sembra, potrebbe lasciare la politica per l'Anci, dove lo aspetterebbe un contratto da dirigente.



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