Totti: "Bossi venga sotto la Sud o al Colosseo"

Martedì, 28 settembre 2010 - 11:29:00
di Fabio Carosi


Francesco Totti
L'ira di Roma contro la citazione “forbita” del ministro Bossi, che apostrofa i romani un po' come faceva Asterix nella saga cartoon dei galli, dura metà giornata. Alla sera è già spenta e superata dall'esigenza improrogabile di andare a cena
. Sarà per questo motivo che l'unico atto ufficiale del Consiglio Comunale di Roma, non è passato per assenza del numero legale. Infatti la mozione del consigliere Pd Dario Nanni, con la quale si chiedeva al sindaco Giovanni Alemanno di pretendere dal ministro pubbliche scuse nei confronti della città e dei romani, non è stata votata. L'aula era semivuota e al momento di verificare il numero legale, tra i banchi regnava il vuoto. Nulla da fare. Restano solo le dichiarazioni del sindaco che ha definito l'acronimo storico in versione padana una boutade che ha il suo peso: “Prendo atto che per Bossi quella era solo una battuta ma anche le battute e le parole possono essere pietre. In ogni caso Roma non ruba nulla a nessuno. Tutti gli esempi citati da Bossi sono situazioni in cui Roma non ha scelto né imposto niente a nessuno ma è stata liberamente scelta da altri”.

Più coraggioso il capitano della Roma Francesco Totti che da buon gladiatore aspetta il senatur sul campo: “Ammiro Bossi per la sua personalità e spero che ne dia prova facendo questi bei discorsi su Roma e i romani anche sotto al Colosseo o davanti alla curva sud”, così ha scritto nel suo blog. Chi invece fa sul serio è l'associazione Avvocati&Avvocati, un network di legali nato a Roma ma presente in tutta Italia. Il segretario generale Stefano Maccioni ha preannunciato che, in virtù dell'articolo 9 della legge 267/2000, l'associazione potrà sostituirsi di fatto al Comune di Roma ed avviare un'azione popolare di denuncia  per ingiuria. “In pratica agiremo in nome e per conto del Comune di Roma - ha spiegato il penalista - considerato che tale norma attribuisce a ciascun elettore la legittimazione ad esercitare in giudizio le azioni ed i ricorsi che spettano al Comune".

Anche il Codacons non rinuncia ad un'azione penale e questa mattina presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Milano contro Umberto Bossi. “Chiediamo alla magistratura di verificare se le dichiarazioni del Ministro per le Riforme possano configurare eventuali reati quali ingiuria aggravata e istigazione all'odio e, in tal caso, procedere penalmente a suo carico – ha spiegato il presidente Codacons, Carlo Rienzi - ciò che è certo è che le affermazioni di Bossi sono condannabili sotto il profilo morale, e stanno scatenando le proteste di migliaia di cittadini romani, che giustamente si sentono insultati da dichiarazioni di tale tenore".
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