Il Colosseo cade a pezzi. Della Valle tace. E' polemica
Il vicepresidente della Commissione Cultura, Giulio Pelonzi, denuncia: Negli States il marchio della Grande Mela viene ceduto per 10-20 volte quello che si pagherà per il Colosseo. 25 milioni per 15 anni è svendere il patrimonio di famiglia della città”
E' giallo sui crolli al Colosseo. Dopo il pezzo di tufo caduto il 25 dicembre, i Vigili del fuoco hanno comunicato che una piccola porzione di materiale si è staccata nella parte dell'Anfiteatro Flavio antistante l'Arco di Costantino. E lunedì si era gridato ancora all'allarme per l'allentamento di una transenna sulla terrazza del terzo livello, allentamento che aveva portato alla chiusura dell'area interessata. Ma la direttrice del monumento, Rossella Rea, smentisce nuovi crolli: tutto è fermo al 25 dicembre. È una notizia falsa, non c'è stata alcuna nuova caduta dall'arcata del Colosseo. È una psicosi da crollo, succede. È già successo in altre occasioni
L'episodio della transenna viene giudicato dalla Rea, "un puro atto vandalico". La funzionaria ha disposto verifiche e avviato un'indagine complessiva sul cedimento (forse provocato dalla zampata di un piccione) e sull'allentamento della transenna avvenuti a Natale . "Le transenne erano state controllate due giorni prima dell'apertura al pubblico", ha dichiarato la direttrice. Che dopo i crollo di Natale aveva assicurato: " A marzo saranno posti i ponteggi per i restauri finanziati da Della Valle''. La polemica sui ritardi del restauro è servita.
"E' indispensabile e urgente intervenire per impedire che il Colosseo diventi come una grande groviera", dice Giovanni Puglisi, presidente della Commissione italiana per l'UNESCO, che aggiunge: "L'Unesco non puo' fare nulla, puo' semplicemente stare molto allerta e vigilare" e sollecita l'avvio dei lavori di restauro del monumento affidati all'imprenditore Della Valle. Lavori che secondo Enzo Foschi, consigliere del Pd e vicepresidente della commissione Cultura della regione Lazio, sarebbero stati assegnati dal sindaco Alemanno in "modo superficiale. Siamo in attesa della sentenza dei tribunali che indichino la strada opportuna da seguire e cosi' siamo in netto ritardo. Non e' pensabile, poi, delegare esclusivamente al privato la manutenzione e la salvaguardia di un bene cosi' prezioso come il Colosseo".
PELONZI (PD), MARCHIO SVENDUTO CON LEGGEREZZA A DELLA VALLE - “La procedura di assegnazione a Diego Della Valle per la ristrutturazione straordinaria del Colosseo ha riscontrato delle anomalie, segnalate da varie associazioni di settore e oggetto di ricorsi al Tar”, afferma Giulio Pelonzi, Vicepresidente della Commissione Cultura. "Naturale dunque, che l’attuale Sottosegretario voglia attendere il pronunciamento dei Tribunali amministrativi", aggiunge.

“Il fatto che il Sindaco, invece, voglia velocizzare questo intervento senza curarsi di attendere il pronunciamento dei Tribunali amministrativi è assolutamente fuori luogo - prosegue Pelonzi - senza contare che il Pd, pur ritenendo positivo lo spirito di mecenatismo di alcuni grandi gruppi imprenditoriali, già da tempo ha criticato la leggerezza e la fretta con cui l’Amministrazione Alemanno ha assegnato a Della Valle la ristrutturazione straordinaria del Colosseo. Non esiste, infatti, un giusto rapporto tra il periodo di concessione dei diritti di sfruttamento del marchio Colosseo assegnati all’imprenditore (15 anni) e l’importo destinato alla ristrutturazione in oggetto (25 milioni).
E da Roma vola negli States: “E’ davvero troppo poco” – prosegue il Consigliere - basti pensare che negli Stati Uniti il marchio della Grande Mela viene ceduto in diritto d’uso a cifre che superano di 10-20 volte quella che Della Valle dovrebbe pagare per il Colosseo. Fa bene, dunque, il Sottosegretario ad attendere e fa male, invece, il Sindaco a lamentarsi. Si dovrebbero lamentare i cittadini, come in realtà stanno già facendo, perché i patrimoni di famiglia non possono essere svenduti. Né quelli materiali, né quelli immateriali come il marchio del Colosseo”.
PICCOLO (PDL): "ACCELERARE ITER RESTAURO" - "Occorre accelerare l'iter per la realizzazione della messa in sicurezza del Colosseo. Anche se rimangono dubbi sulla caduta o meno del frammento di tufo da una delle arcate dell'Anfiteatro Flavio, bisogna fare in modo che i lavori per il restauro dell'opera d'arte siano avviati immediatamente. Non possiamo correre rischi che una delle meraviglie del mondo possa subire ulteriori danni, dovuti, soprattutto, alla vetustà dell'opera ma anche all'incoscienza di chi, rimanendo affascinato dal monumento, a volte con estrema leggerezza, provoca smottamenti o piccoli crolli", afferma Samuele Piccolo, Vicepresidente dell'Assemblea capitolina.
RODANO (IDV): SERVE INTERVENTO PROGRAMMATO E AFFIDATO A SOVRINTENDENZE - "Giorno dopo giorno, diventa sempre più evidente che la tutela e la manutenzione di monumenti come il Colosseo non può essere affidata a interventi straordinari svolti a intervalli di decenni e condizionati dalla possibilità di trovare uno sponsor", afferma Giulia Rodano, responsabile cultura e Istruzione di Italia dei Valori. "Oggi non sappiamo neppure se l'intervento di Della Valle sarebbe adatto a riparare i danni di questi giorni - dichiara Rodano - Siamo certi invece che un intervento pubblico sarebbe utile e necessario". "Non è più possibile continuare tagliare i soldi per la tutela - aggiunge Rodano - Una volta perso, il patrimonio culturale non si recupera più. E mi spiace per Umberto Broccoli ma questo vale anche per le Mura Aureliane: in quanto sovrintendente dovrebbe esigere un intervento pubblico, non mendicare la benevolenza di un privato", dichiara infine Rodano in risposta a quanto dichiarato dal Sovrintendente ai Beni culturali di Roma Capitale.
PUGLISI (UNESCO), SONO PREOCCUPATO, URGE INTERVENTO - "Sono abbastanza preoccupato: è indispensabile e urgente intervenire per impedire che il Colosseo diventi come una grande groviera italiana, ricca di buchi, ma sempre in piedi e speriamo che resti sempre in piedi". Lo dice il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, Giovanni Puglisi, che commenta le notizie degli ultimi giorni sulla caduta di frammenti di tufo da uno dei prospetti del monumento. E sottolinea: "L'Unesco non può fare nulla, può semplicemente stare molto all'erta e cercare di vigilare su quello fa lo Stato italiano". "Insisto anche in questa sede nel dire che l'Unesco non ha compiti di supplenza rispetto agli Stati membri - aggiunge Puglisi -: le responsabilità sono tutte degli Stati membri sia in termini di manutenzione che di conservazione. L'Unesco alla fine tira la riga in basso alla pagina e quello che può fare, ma spero che non lo faccia mai, è di mettere il sito nella lista dei siti in pericolo, ripeto non è mai capitato in Italia e spero non capiterà mai. Mi auguro - conclude - che Diego Della Valle sia messo in condizione di intervenire subito. Avviamo i lavori finanziati da Della Valle, quanto mai necessari. Primum vivere, deinde philosophare. Sarebbe un peccato non valorizzare la disponibilità di un privato".


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