Circeo, Sabaudia, Sperlonga e Ponza; ecco il turismo al tempo della crisi
L'INCHIESTA. I novanta chilometri di costa della provincia pontina restano ancora, nonostante la congiuntura, la meta estiva di migliaia di romani e campani. Il comparto tiene il passo e regge ancora la competizione con la vacanza low cost, ma Antonella Di Genova, proprietaria dell'Hotel Maga Circe, avverte: “C'è bisogno di programmare, interpretare e capire il cambiamento. Ma nel rispetto della tradizione: non saremo mai Sharm El Sheik. I numeri di un settore che dà lavoro a 18 mila persone fisse e 24 mila stagionali e che incanta gli stranieri. FOTOGALLERY
di Laura Pesino
LATINA - Il turismo non si improvvisa, si programma. Con progetti precisi di rilancio e riqualificazione, studiati nel rispetto dell'ambiente e della conformazione del territorio, ma assecondando i gusti e le mode che cambiano. Anche in una “provincia di costruttori” come quella pontina. Parola di Antonella Di Genova, discendente per parte di madre della famiglia Superti che da tre generazioni opera nel settore del turismo e dal 1935 gestisce uno dei più prestigiosi alberghi del territorio, l'Hotel Maga Circe.
Proprio qui, lungo questi 90 chilometri di costa che vivono ancora della rendita dei favolosi Anni Sessanta, delle case vacanza, delle ville sul mare e dei vip al Circeo, il turismo, per tenere il passo, ha dovuto reinventarsi, adeguandosi alle richieste, ai nuovi standard e alle esigenze dei soggiorni meno glamour e più mordi e fuggi. Costantemente in equilibrio tra tradizione e innovazione.
Chi è riuscito nell'intento oggi rappresenta l'eccellenza e nonostante la crisi riesce a sostenere con successo la competizione con le mete esotiche del turismo di massa, spesso più a buon mercato di una vacanza a Ponza.
“Si pensa spesso che il turismo sia facile e alla portata di tutti – spiega Antonella – che basti avere una cucina e delle camere, allestire la sala da pranzo e organizzare i soggiorni degli ospiti per gestire una struttura ricettiva. Questa è la mia impressione. Ma il turismo è una professione. E' un'impresa, e si rischia sulla propria pelle. Spesso non si è consapevoli dei cambiamenti e si programma poco. Noi ci siamo dedicati a capire cosa stava cambiando. Ma siamo a metà strada, consapevoli del fatto di dover introdurre elementi innovativi senza perdere la clientela ormai fidelizzata, in gran parte romana, che continua a fare soggiorni lunghi e che da noi si aspetta gli stessi servizi e la stessa accoglienza di sempre”.
L'albergo, costruito in un'antica villa degli Anni '30, si è dotato nel tempo di un'area benessere e di nuovi servizi. E a chi chiede di soggiornare per una sola notte durante il week end mette oggi a disposizione un'intera ala della struttura, con camere comode ma più piccole. Mentre le stanze ampie e spaziose, dotate di balcone ed area relax restano destinate ai soggiorni più lunghi.
Chi ha investito tutto sul turismo e su elevati standard di qualità è anche la storica famiglia Celletti, che trasformò l'antica residenza estiva di casa Savoia, tanto cara alla regina Elena, nel Grande Albergo Miramare di Formia, votandosi per generazioni all'accoglienza degli ospiti, alla cura dei dettagli e all'alta cucina.
Due punte di diamante nel panorama delle eccellenze pontine e in un sistema turistico che, fra trasformazioni sociali e crisi, grandi potenziali e scarsi sostegni economici, cerca ancora la sua strada. I numeri però dimostrano a tutti gli effetti che il turismo pontino è un business ancora fiorente, che conta più di 18mila lavoratori fissi e circa 24mila stagionali. Centonovantasei esercizi coprono la ricettività alberghiera di tutta la provincia, mentre oltre 30mila posti letto sono offerti dal settore extra alberghiero, case vacanza, b&b, affittacamere, agriturismi, campeggi e villaggi, concentrati soprattutto lungo la costa, tra Fondi, Sperlonga e Gaeta, e affollati in particolare da romani e campani. Certo la crisi ha avuto il suo peso, facendo registrare tra il 2010 e il 2011 perdite del 2,79% nel flusso turistico complessivo, ricadute principalmente sugli alberghi del territorio che hanno visto lo scorso anno 60mila presenze in meno. In compenso cresce la componente turistica straniera, del 3,32% negli arrivi e del 5,96% nelle presenze. Segno che in provincia sono tornati tedeschi, spagnoli, olandesi e russi più propensi a scegliere soggiorni lunghi.
In via sperimentale il governo provinciale ha siglato con i comuni il Patto territoriale per il turismo, che punta a creare nuovi progetti e a ristrutturare le strutture esistenti. Da Aprilia a Ventotene, nell'arco di pochi mesi, le istanze pervenute negli uffici dell'amministrazione contano 254 nuovi progetti e 154 iniziative di riqualificazione. La prova che il settore è in fermento, pronto a elevare i suoi standard di qualità.
Perché sarà anche vero che non è facile competere con offerte last minute e vacanze low cost sugli atolli del Mar dei Caraibi o sulle spiagge di Sharm El Sheik, ma quello pontino è e resta un turismo d'élite. “E' un problema di piccoli numeri – spiega ancora Antonella Di Genova – non siamo noi che vogliamo fare gli snob. L'errore di noi operatori della provincia pontina è stato al limite proprio questo: non abbiamo fatto capire a sufficienza che non siamo Sharm El Sheik, siamo più piccoli. Le nostre coste e le nostre strutture non saranno mai pronte ad accogliere un turismo di massa. E allora dobbiamo puntare su altro, sulla cura della forma e del servizio. A meno che non si decida di creare a Latina una nuova Costa del Sol”.


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