Cinese picchiato, nessun razzismo. La sentenza
L'aggressione del cittadino cinese Ton Hong Sheng avvenuta il 2 ottobre del 2008 nel quartiere di Tor Bella Monaca non ebbe nulla a che vedere con il razzismo. Lo ha stabilito il gup del tribunale per i minorenni di Roma Paola Manfredonia nel processo a carico di Michele Fadda, il ragazzo che colpì al volto con un pugno il cittadino cinese. Fadda, oggi maggiorenne, ammise subito di aver sferrato il pugno, affermando però di aver agito da solo reagendo ad una provocazione e ad un insulto del signor Tong Hong Sheng.
La vicenda, proprio perchè definita dagli inquirenti un grave episodio di violenza gratuita e xenofoba, suscitò un enorme clamore mediatico. Fadda, che nel frattempo ha trovato un buon impiego, ha dovuto rinunciare per motivi di lavoro alla messa in prova al servizio sociale già concessagli dal gup (colloqui con psicologi ed assistenti sociali 3 volte a settimana, attività di volontariato per 3 giorni a settimana) e che in un anno avrebbe portato all'estinzione del reato.

All'udienza ha quindi richiesto, tramite il suo difensore Gianluca Arrighi, di definire il processo e di essere giudicato con il rito abbreviato. Il pubblico ministero ha richiesto per l'imputato una pena di 2 anni di reclusione per lesioni aggravate dalla finalità di odio razziale ai sensi della legge Mancino del 2003.
L'avvocato Arrighi, che sin dall'inizio delle indagini ha sostenuto la totale assenza della motivazione xenofoba, ha invece ribadito nella sua arringa come non vi fosse agli atti nessuna prova per poter sostenere la violenza finalizzata dall'odio razziale. Arrighi ha ricordato come lo stesso Tong Hong Sheng, ascoltato più volte nel corso delle indagini, si fosse spesso contraddetto in merito alla circostanza di essere stato insultato con epiteti di stampo razzista. In sostanza, secondo il penalista, si sarebbe solo trattato della degenerazione di una banale lite dovuta a futili motivi senza alcuna connotazione xenofoba.
La tesi difensiva è stata accolta dal gup che, dopo una lunga camera di consiglio, ha condannato Michele Fadda alla pena di un anno di reclusione per il solo reato di lesioni, escludendo espressamente la sussistenza della violenza commessa per finalità di odio razziale. Il gup ha altresì concesso all'imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena. L'avvocato Arrighi ha dichiarato: "E' una sentenza che qualifica correttamente i fatti e che, una volta per tutte, stabilisce l'assenza di qualsiasi movente di stampo razzista. Tuttavia la pena inflitta, seppur sospesa e dimezzata rispetto a quella richiesta dal pubblico ministero, appare troppo severa e per questa ragione proporremo appello".
Questa sentenza del gup gioverà anche agli altri 7 imputati, già rinviati a giudizio e per i quali è pendente il processo ordinario dinanzi al tribunale per i minorenni. Per loro la prossima udienza è fissata il 12 luglio 2011.
Fabio Carosi



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