Cercasi moglie russa disperatamente. Ma non troppo
di Valeria Luzi 
In realtà, il titolo completo dell’opera di esordio di Gianni Bandiera, quarantenne di Parma, è “Come sposare una donna russa... e vivere per sempre felici e contenti” (AlibertiCastelvecchi Editore).
Anche se durante la presentazione sui tavoli del Boom di Trastevere l’autore di questa guida semiseria per uomini single ha premesso che, nonostante i suoi consigli e i numerosi viaggi nell’ex Unione Sovietica, lui ancora non ha trovato la sua anima gemella.
Infatti, al di là del titolo ad effetto, lo scopo del libro è rispondere alle domande: “Come mai molti uomini italiani decidono di frequentare donne russe? E queste ultime sono davvero tutte materialiste alla ricerca spasmodica di un passaporto europeo? Che differenze ci sono tra le donne italiane e quelle russe?”
L’autore Gianni Bandiera racconta di aver buttato giù la prima bozza dell’opera un paio d’anni fa in un pulmino da 9 posti senza aria condizionata tornando a Parma dall’Ucraina con degli amici russi. Tutto è cominciato con la caduta del muro di Berlino: oltre alle macchine Trabant della Germania dell’Est, ai gadget sovietici, alle tonnellate di ottimo caviale belga, hanno varcato i nostri confini anche milioni di donne postcomuniste. Libere, spregiudicate, evolute, capaci di proporsi in maniera assolutamente diretta e laica come compagne, fidanzate e... mogli.
L’immaginario maschile occidentale ne viene a dir poco folgorato. Inizia così una rivoluzione cultural-affettiva senza precedenti che ridisegna la fisionomia della coppia tradizionale. In una realtà globalizzata, nell’epoca dei social network e di voli low cost, persino l’amore scopre una dimensione transnazionale. Le cronache ogni tanto puntano i riflettori su paesi della provincia messi in subbuglio dalle intraprendenti fanciulle.
Le italiane dipingono un quadro catastrofico: denunciano una moltitudine di matrimoni infranti e patrimoni sperperati. Eppure, secondo l’autore, chi ha deciso di vivere con una donna dell’ex Unione Sovietica ne magnifica il lato romantico ed il sex appeal, qualità che in una società governata dal femminismo – vero o presunto – sembrano essere dimenticate.
A tratti ironico e di sicuro utile, se non altro a scopo turistico, "Come sposare una donna russa" vuole dimostrare che come gli italiani non sono tutti mafiosi così anche le donne russe non sono tutte poco di buono. Anzi, invita le donne italiane a mettersi in discussione e ad imparare dalle loro colleghe russe.



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