Cemento, tocca a Corviale. In anteprima ecco il progetto

Venerdì, 12 novembre 2010 - 18:00:00
Di Fabio Carosi

CORVIALE, IL PROGETTO

Sembra diventata una corsa all'ultimo mattone con l'assessore all'urbanistica del Comune di Roma, Marco Corsini che ammette candidamente in tv: “Ormai l'unica moneta che ci è rimasta è quella delle cubature”. Roma, si scopre sempre più povera ma nonostante ciò è partita la gara alla cementificazione. Anzi, alle demolizioni. Se il Comune sogna Tor Bella Monaca 2.0 con il suo masterplan che dovrà passare sotto le forche degli abitanti, la Regione pensa a Corviale, al serpentone di un chilometro di lunghezza al quale i romani rimproverano la fine del “ponentino” e che ha tenuto banco per anni nel dibattito sull'architettura orribile.



Affaritaliani.it ha fatto un viaggio a Corviale per capire come si vive nella solitudine del gigantismo delle “unità abitative” di Le Courbusier, e ha scoperto due contraddizioni: la vitalità del tessuto culturale e la voglia di demolire e ricostruire ad ogni costo. Spunta così un nuovo progetto, questa volta presentato sia alla Regione Lazio che ha competenza sullo Iacp che ai cittadini. C'è un architetto, Ettore Maria Mazzola che ha messo su carta il sogno di cancellare quello che lui considera “un errore ideologico, economico e sociale”.

Prima della formalizzazione all'assessore regionale Teodoro Buontempo, l'architetto Mazzola lo anticipa ad Affaritaliani.it. Mazzola, che di professione fa anche il docente di architettura all'università di Notre Dame e alla University of Miami School of Architecture Rome Studies Program ma è anche uno dei tanti allievi di Paolo Portoghesi parte da un assunto pubblicato su Wikipedia: “Corviale rappresenta il più lampante errore di programmazione architettonica nella storia dell'urbanistica italiana”.

Dunque perché non buttarlo giù e ricominciare da capo?
“Così come è stato fatto per altre esperienze dell'Istituto Case Popolari – spiega l'architetto – dal quartiere Flaminio nel 1908 a Testaccio nel 1917 e a San Saba nel 1910, per finire con la Garbatella tirata su in pochi mesi”.
A leggere il progetto, l'operazione Corviale appare si una semplicità estrema: “Nessuna deportazione – dice Mazzola – ma è possibile costruire nelle zone vuote le nuove case e poi demolire gradualmente l'esistente man mano che si costruisce”.

Come per il Comune, la carenza di soldi è anche un problema regionale che il progetto risolve aumentando le cubature: “Cedendo gli spazi commerciali nuovi – spiega il progettista – si possono trovare i fondi per realizzare tutto ciò che serve agli abitanti”.
Ma il quartiere? A parte il cemento armato che lentamente si sta corrodendo, il quarto piano del serpentone stracolmo di abusivi, Corviale non è certo Scampia. “Non è il Bronx – replica un po' scocciato il presidente del Municipio Giovanni Paris – il vero problema di Corviale è la manutenzione ordinaria non la demolizione e ricostruzione. Ora, dopo tante fatiche, ci sono i soldi ma il nuovo assessore regionale Buontempo, alla vigilia della gara d'appalto ha scritto all'Ater e ha bloccato tutto dicendo che vuole demolire. Lo ha detto chiaramente: non ho i soldi e quindi affido ai privati il progetto”. Insomma – dice il presidente – Corviale rischia di essere un grande affare in mano ai soliti noti”.

A dispetto della fama, il serpentone non è poi così male. Certo la bruttura del palazzo è evidente ma il tempo e la testardaggine hanno cambiato il volto. Intanto è una collina verde, con un parco unico e una serie di iniziative che hanno trasformato l'esempio dell'anti-urbanistica civile in un quartiere modello. C'è una sede del Municipio che ospita le riunioni del Consiglio, l'Ufficio Tecnico e poi una piscina, una campo da rugby in ristrutturazione linee di autobus e una biblioteca fornita che è diventato un centro culturale di livello. Alle 18 era piena di ragazzi a testa bassa, roba che in altre zone di Roma a quell'ora scatta l'aperitivo.

Avevo anche firmato un accordo con l'università di Valle Giulia – aggiunge il presidente Paris – per dare una nuova vocazione al quarto piano dell'edificio, quello occupato abusivamente e che ora si vuole recuperare. No, Corviale non è la periferia estrema, il concentrato di criminale, ma un quartiere che ha solo bisogno di manutenzione e non di alimentare un mito che non c'è. È questo che dà più fastidio”.

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