Bittarelli leader della rivolta dei taxi contro le liberalizzazioni

Il presidente dell'Uritaxi, Loreno Bittarelli risponde punto per punto al documento tecnico elaborato per sostenere la liberalizzazione: “Contiene errori vistosi e grossolani”. Dall'assemblea programmata a Bologna, la riunione di tutte le auto bianche convocate a Roma

Venerdì, 6 gennaio 2012 - 18:33:15


"Il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, ha inviato al Governo una segnalazione che prevede la completa liberalizzazione del nostro settore rifacendosi a precisi principi già contenuti nella versione originaria del decreto Bersani del 2006: via il cumulo delle licenze, niente certezza delle tariffe, ingresso delle società di capitali con in più l’aggravante di voler liberalizzare anche i turni di servizio e togliere la territorialità “regalandoci” una licenza a testa che, come risulta dallo stesso parere, non avrebbe alcun valore commerciale perché raddoppierebbero il numero le licenze in circolazione”.

Loreno Bittarelli, leader del sindacato Uritaxi e presidente della Coop 3570, di nuovo in campo contro la liberalizzazione del trasporto pubblico da piazza. In una nota Bittarelli  replica punto per punto alle indicazioni fornite dall'Antritrust al governo Monti: “Innanzitutto è da evidenziare che l’Antitrust - per essere credibile - dovrebbe contraddistinguere il proprio operato per imparzialità e competenza tecnica, lontano da ogni approccio ideologico. Ma la cosa più sorprendente, è come tali proposte - che se attuate sarebbero decisive per nostra sopravvivenza - siano state palesemente elaborate in assenza di una minima competenza tecnica del settore e senza un minimo studio di approfondimento su quelli che potrebbero essere i risvolti negativi per gli utenti e di carattere sociale e occupazionale per la nostra categoria”.

taxi roma 3


Quindi il dettaglio tecnico: “Da una prima sommaria lettura, infatti, la segnalazione contiene vistosi e grossolani errori che anche il più impreparato, tra coloro che si accingono a studiare la normativa del settore del trasporto pubblico non di linea, dovrebbe rilevare:
1) Il rapporto taxi/abitanti delle città italiane, contrariamente a quanto sostenuto dall’Antitrust, non si discosta dalle medie europee. Anzi, per le città più importanti come Roma e Milano è tra i più alti d'Europa (fonte: Agenzia per il controllo della qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, 2008).
2) La Legge 21/92 prevede il divieto di cumulo delle licenze e non il limite massimo di 4 licenze come affermato dall'Antitrust!
3) Il trasporto pubblico non di linea comprende sia il servizio taxi che quello di noleggio con conducente.

Dunque, quanto rilevato dall'Antitrust - per cui con la recente formulazione dell'art. 34 del D.L. n. 201/2011, convertito in legge dalla L. n. 214/2011 - si introdurrebbe ex lege “un’ingiustificata discriminazione tra soggetti potenzialmente operanti nello stesso mercato” rappresenta un'assurdità sia sotto il punto di vista tecnico che giuridico.

“Alla luce di tutto ciò conclude il leader dell'Uritaxi - ci chiediamo se un'Autorità indipendente la cui presidenza percepisce circa 500.000 euro lordi l'anno, ed il cui board costa al Popolo italiano oltre 2milioni di euro annui, goda ancora di quelle caratteristiche imprescindibili per un operato che sia effettivamente nell'interesse del Paese. Dunque, mi domando: possono questi signori, chiedere a noi tassisti e ad altre categorie sacrifici lacrime e sangue, attraverso il suggerimento di provvedimenti elaborati con così tanta superficialità?
Infine: “Noi abbiamo sempre espresso la nostra disponibilità a sederci con chiunque per illustrare la validità delle nostre ragioni e per suggerire soluzioni serie per il miglioramento del nostro servizio, nella direzione di una maggiore qualità, innovazione, accessibilità e compatibilità ambientale, purché nell’ambito di precise regole e nel primario interesse dell’utenza. È però evidente che i tassisti italiani non accetteranno mai, passivamente, riforme ingiuste, inique e tanto più suggerite da persone manifestatamente incompetenti in materia”.

Ma Bittarelli avanza anche una proposta dal profumo di sfida: “In occasione della riunione del parlamentino dei taxi a Bologna sceglieremo la data per un'assemblea nazionale a Roma con la partecipazione di tutti i tassisti italiani, per decidere insieme le azioni necessarie da intraprendere, coordinate sul piano nazionale”.



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