L'Ibm tende la mano a Roma. Big Blue sceglie il Torrino
di Tomas Puddu
Si possono gestire i propri dati senza ricorrere all'uso di un sistema operativo (es. Windows)? Negli ultimi anni si è lavorato spesso a questo progetto: il browser è la risposta. IBM crede in questo obiettivo e tende la mano alla città di Roma, per instaurare insieme alla capitale un modello di fruizione dati-applicazioni direttamente dal web. A beneficiarne saranno la Pubblica Amministrazione di Roma e del Paese intero, che potranno usufruire di un sistema d'impiego risorse rapido e “onnipresente”.
L'obbligo morale per la riuscita del progetto, secondo quanto affermato da Aurelio Regina (Presidente Industriali romani), “deve essere quello di un affiancamento tra chi gestisce e produce risorse (nel caso IBM) e le imprese. Come tali, noi garantiamo collaborazione a chi si sta occupando di sviluppo e ci mettiamo a disposizione del territorio: fare sistema significa investire insieme, scambiarci conoscenze e porci obiettivi d'internazionalizzazione comuni. Il Lazio investe il 2% del Pil Regionale nello sviluppo, pari al 17% dell'incremento nazionale. Già con la giunta Alemanno ci siamo impegnati per un miglioramento della banda larga, una ristrutturazione delle strutture di trasporto civili e un ammodernamento della rete elettrica di Roma. Ora IBM sta contribuendo a creare un legame d'intesa importante tra azienda e territorio”.
La location di sviluppo del progetto “nuvola” è quella del Laboratorio “Tivoli” di IBM, al Torrino; una struttura che nel tempo ha dato grandi soddisfazioni: con oltre 500 ricercatori è un centro d'eccellenza mondiale per lo sviluppo del software. Al Torrino, fanno capo nove centri IBM sparsi tra Europa, Asia e USA, per un numero complessivo di 1200 ricercatori. Per questo motivo, come spiega Giovanni Lanfranchi (vice Presidente Tivoli IBM), “sarà questa sede capitolina a occuparsi dello sviluppo del cloud computing”.
Sperando che non piova, il progetto “nuvola” rappresenta una iniziativa senz'altro lodevole, ma che potrebbe nascondere alcuni punti bui, quali sicurezza e affidabilità. Avere i propri dati gestiti in rete potrebbe suscitare ai più qualche interrogativo; nessuno vorrebbe fossero divulgati o “rubati”, tanto meno vorremmo si verificassero “errori di sistema”. Non è ammissibile l'epiteto “file not found”, il quale sottrarrebbe tempo e pazienza al lavoro quotidiano. Proprio su questi nodi, Affaritaliani ha voluto approfondire la questione con Giovanni Lanfranchi: “Quello della sicurezza è un traguardo che ci impone un grande impegno sotto forma di ricerca. La ricerca costante e l'utilizzo di moduli standard sono l'unica garanzia. Il tutto va unito ovviamente alla grande professionalità del Polo IBM Torrino, una struttura che vanta 11 Master Inventor, autentiche autorità in ambito information tecnology”.



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