Nubifragio a Roma/ Cronaca di un bagno annunciato
di Fabio Carosi
Alle 4 si alza il vento di scirocco e il cielo inizia ad illuminarsi. In un minuto si contano dieci fulmini. Forse pioverà. Invece sarà una specie di diluvio concentrato in poche ore. La cronaca di un nubifragio che resterà nella storia della città inizia quando ancora è notte. È a quell'ora che si intuisce che non sarà una giornata facile perché il cielo è talmente nero da far paura e nuvole enormi viaggiano da una parte all'altra.
L'orologio segna le 7,05 è ora di uscire. Nella città che sta a sud, verso il mare, ancora non piove e come sempre sono tutti in fila sulla Cristoforo Colombo, sull'Ardeatina e sulla Laurentina devastata dai cantieri di un filobus leggero, costruito solo perché già finanziato. Lo chiamano corridoio della mobilità e invece è un imbuto maledetto dove da mesi chi entra esce solo dopo due ore.
Rischiando la vita tutti i giorni la mobilità a Roma significa “due ruote” e l'alternativa è uscire di casa due ore prima dell'orario d'ufficio e dare l'assalto ai mezzi pubblici, oppure rassegnarsi alla coda e chissenefrega del ritardo. Dunque due ruote, armati di coperta Tucano, giubbotto da spedizione polare, guanti, scarpe paramilitari da sbarco, via verso il centro del caos.

Cadono due gocce, poi quattro, poi sembra di stare nell'autolavaggio automatico. Accade sempre così quando si va in moto. Accade anche che da piazza dei Navigatori in poi le caditoie siano otturate dagli aghi dei pini monumentali e che i laghi s'ingrossano a vista d'occhio. Poi arrivano le onde alte anche venti centimetri, perché il cretino di turno suv-dotato non vedeva l'ora di provare se le migliaia di euro investite sono a tenuta stagna. Eccolo all'incrocio con la circonvallazione Ostiense, entrare nell'asola delle corsia preferenziale e sfidare il fiume che cade dagli archi di Porta Ardeatina. Ce l'ha fatta. Meglio per lui, peggio per chi gli sta vicino. Il fiume è sempre più grosso e corre contromano a trenta all'ora. Metà si riversa dal ponte e ricade sulla Marco Polo/Tangenziale. Se ne accorge chi è di sotto che vede e lo sente sulla testa. Ok, ci proviamo. Via sulla tangenziale. E qui i guai. Sotto il ponte della Colombo l'acqua è talmente alta che sfiora gli specchietti. Si abbassa il finestrino e da una Punto esce un uomo che affonda sino alla cintola e poi si allontana. La soluzione è una sola: accarezzare il guard rail centrale per tentare il guado. Fatto! Da notare che nel frattempo il cielo si è messo a fare sul serio. Martella la città e non perdona l'incuria delle caditoie e delle bocche di lupo dove c'è posto per tutto tranne che per l'acqua. Complimenti, l'autunno in ritardo ci ha veramente colti di sorpresa.
Salvi, arriviamo in redazione. Il resto lo fa Facebook dove si fa a gara a raccontare la giornata “a mollo”. Per chi non fosse romano, l'espressione corretta è “ammollo” e significa a bagno nell'acqua. FB è più veloce della luce. Scrive Donatella che di professione fa l'avvocato: “Avevo l'acqua quasi al finestrino”. Rincara Marco: “In quale città un sindaco chiede lo stato di emergenza dopo 5 ore di pioggia?”. Francesca aggiunge la sua visione globale: “Roma... il terzo mondo che non t'aspetti”. Subito il commento di Vincenzo al grido di “piove governo ladro”: “Cara francé, io invece me lo aspetto. E direi che facendo riferimento al terzo mondo ti sei mantenuta un po' bassa. Roma è così... Alemanno a parte... che poi non è altro che l'espressione di una mediocrità tutta italica”.

Ma un popolo di santi, trasmigratori e di navigatori del nubifragio si trasforma in ottimi fotografi. Da Termini a Porta Ardeatina, Valentina e Carmelo inviano immagini da brivido. Scattano dall'auto, dal balcone. Tutti reporter grazie ai telefonini che trasmettono la giornata orribilis in “presa diretta”. Le agenzie di stampa lanciano in rete e la rete rilancia ovunque la notizia dell'anziano cingalese affogato nel suo seminterrato e della famiglia salvata. É l'Infernetto di nome e di fatto, un quartiere residenziale realizzato quasi sotto il livello del mare dall'ingordigia. Chi tra gli abitanti non ha l'umidità in garage e cantine alzi la mano. Là una volta c'era il consorzio di bonifica che puliva i fossi. Quando esondavano l'acqua andava nei campi. Ora nelle case.
E meno male che il Tevere e l'Aniene tacciono. D'altronde l'acqua l'ha fatta scaricare lo scirocco e se in Umbria non diluvia, lo sanno tutti che i fiumi di Roma segnano il passo e si mantengono calmi.
Chi invece sta vivendo ore concitate sono i responsabili dei pubblici servizi. La pioggia allaga la città e l'Acea va in tilt: 35 i guasti su linee di alta e media tensione significano uffici e case senza energia. Quanti boh? Poi c'è l'Ama che si affanna ad affannarsi con una mappa dettagliatissima di tutte le caditoie per intervenire a sturarle. Infine quelli che di mobilità se ne intendono: persino gli uffici dell'assessore che sovraintende al trasporto pubblico rimangono semiallagati e senza collegamenti. Fanno la fine del trasporto. Che barcollla, cade e poi lentamente si riprende. Come la città.
Poi torna il sole e spuntano i bollettini della Protezione Civile Nazionale che avevano “predetto”. Maghi? Eccolo, è del 19 ottobre: “Una perturbazione atlantica attraverserà da questa notte gran parte del Paese, apportando instabilità e forte ventilazione. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse, che prevede dalle prime ore di domani, giovedì 20 ottobre, precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale localmente di forte intensità, sul settore nord-orientale e sulle regioni centrali.I fenomeni saranno accompagnati da frequente attività elettrica e forti raffiche di vento, con intensità fino a burrasca, con particolare riferimento alle regioni adriatiche del centro-nord. Il Dipartimento della Protezione civile seguirà l’evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile”.
L'ultimo commento in ordine di tempo è di Massimo: “Zona Magliana... panico. Via Vaiano percorribile solo in canoa. Piazza de Andrè avvistato uno squalo. Via dell'Impruneta navigare con attenzione il faro è spento. Prima di uscire di casa. Consultate navigare informati”. Ecce Roma e i romani. Qui se fa il nubifragio poi torna il sole. E se per caso muore il Papa non c'è problema: “Se ne fa un altro..”.


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