Aveva rapinato una sala giochi: preso mentre fuggiva sui tetti con una cassaforte
Inseguimento in stile film d'azione per bloccare l'autore di un “prelievo” avvenuto domenica alle 7 del mattino in via della Serenissima. L'uomo, un romano di 34 anni, è stato bloccato dagli agenti della Mobile mentre cercava di fuggire con metà del bottino. Arrestato il bassista, si cerca il terzo complice
Rintracciato presso l’abitazione della compagna, A.A.F., 34enne romano, vistosi scoperto, ha tentato di fuggire salendo sul tetto della sua abitazione. E proprio sui tetti dopo un rocambolesco inseguimento gli agenti della Squadra Mobile, diretta dal dr. Vittorio Rizzi, sono riusciti a bloccarlo. Durante la fuga aveva portato con se una piccola cassaforte contenente metà del bottino. Sempre sul tetto, gli agenti hanno rinvenuto la pistola tipo revolver calibro 38 special, con matricola abrasa, utilizzata per la rapina.
Nell’abitazione sono stati trovati anche i vestiti e il passamontagna utilizzati per il colpo, oltre a 25 grammi di hashish nascosti in un pacchetto di sigarette. In manette anche il basista, addetto alla sicurezza della sala giochi.

“Aspetto te”. Questo il “segnale” inviato dall’uomo, dopo la chiusura del locale, a uno dei due rapinatori che, domenica scorsa intorno alle 7.00 del mattino, travisati con un passamontagna e armati di pistola, sono entrati in una sala giochi di via della Serenissima. Dopo aver minacciato la cassiera, i due rapinatori l’hanno costretta a consegnare le chiavi di apertura del caveau e a disattivare il sistema di allarme. E dopo aver prelevato tutto il contante, hanno immobilizzato la cassiera, il dipendente delle pulizie e “ l’addetto alla sicurezza”, e li hanno chiusi in una stanza. Sono quindi fuggiti con un bottino di circa 34.000 euro.
Il “basista” del gruppo, l’addetto alla vigilanza, un pregiudicato di 44 anni, intorno alle 4.00 aveva manomesso la porta permettendo così l’entrata ai due rapinatori. Gli investigatori della Squadra Mobile, dopo aver raccolto le testimonianze dei presenti si sono messi al lavoro. Le immagini dell’impianto hanno colto sul “fatto” il basista, proprio mentre manometteva il meccanismo di apertura della porta di sicurezza.
A terra, inoltre, gli investigatori hanno rinvenuto un frammento dello “stuzzicadenti” utilizzato per “fermare” la porta. Al termine degli accertamenti, L.C. e A.A.F. sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per rapina pluriaggravata e per sequestro di persona. A.A.F. dovrà rispondere anche di detenzione e porto di arma clandestina e di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sono in corso ulteriori indagini per risalire al terzo complice nella rapina.


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