Autunno caldo. E' già emergenza cortei

Mercoledì, 31 agosto 2011 - 15:18:00


In testa all'agenda politica capitolina da giorni, l'allarme violenza continua a preoccupare il sindaco Gianni Alemanno, che ne ha discusso oggi durante il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza svoltosi in Prefettura alla presenza del sottosegretario al ministero dell'Interno Mantovano. Assente il ministro Maroni per un contrattempo, durante l'incontro il sindaco ha nuovamente richiesto "una disponibilità di organico più forte sulla capitale" anche e soprattutto in vista dell'autunno bollente delle manifestazioni di piazza. Dello stesso parere Mantovano: "siamo molto preoccupati per le manifestazioni che si svolgeranno nella capitale nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Il diritto a manifestare è nella costituzione, in cui però è specificato che va esercitato pacificamente. L'esperienza degli ultimi mesi è fonte di preoccupazione". Mantovano evidenzia con chiarezza che i cortei e le manifestazioni romane potrebbero, in caso di episodi violenti, distogliere le forze dell'ordine da altre attività di prevenzione e tutela del territorio. E' in quest'ottica che il sottosegretario si è appellato alle parti sociali, affinché "evitino derive violente", riferendosi principalmente ai due cortei per lo sciopero generale proclamato dalla Cgil il 6 settembre.
Alemanno poi, nel ricordare l'appuntamento con il ministro Maroni, rinviato a venerdì, sottolinea che chiederà "una grande prevenzione e monitoraggio sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nei settori economici: Roma è un mercato ricco e serve una forte capacità di sequestro dei beni della mafia." Importante in questo senso è anche una sistematica azione di scoraggiamento di bullismo e bande giovanili, onde evitare che siano fucina di nuove imprevedibili sacche di violenza, anche destinate allo spaccio di droga.
Mantovano sottolinea però che dei 26 omicidi avvenuti a Roma dall'inizio del 2011, solo una piccola parte è attribuibile alla criminalità organizzata, mentre sono numerosi gli assassinii domestici e i raptus omicidi. Degli episodi riguardanti la criminalità organizzata, la maggior parte sono "frutto dell'azione di bande che pensano, con l'uso della violenza estrema, di affermare il proprio predominio in una fetta limitata di territorio". Nonostante Mantovano sottolinei che dei 26 omicidi già 20 hanno trovato un colpevole, è vero pure che la strada è lunga, e la priorità è che venga "perfezionato il meccanismo di prevenzione, che ha comunque già portato a ridurre a Roma il numero delle rapine, in controtendenza con il dato nazionale".
Sempre sul fronte sicurezza il sindaco Alemanno è a lavoro sulla stesura del III Patto per Roma sicura che sarà pronto "entro ottobre", e la cui priorità sarà controllare il territorio, soprattutto in termini di organico delle forze dell'ordine disponibili, che andranno anche "a lavorare perché la crisi economica espone le strutture all'usura e, quindi, rafforzare le azioni anti-usura".

 

 

 

 

 

 


 

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