Audrey Hepburn in mostra a Roma. Tra foto di scena e scatti rubati
Audrey mamma, attrice, ambasciatrice dell’Unicef: tre personalità forti riunite in una sola diva dal fascino immortale. In mostra centoquaranta immagini della Hepburn a Roma, immortalata a Cinecittà nelle pause di lavorazione dei film, ma anche a spasso per le vie del centro
Centoquaranta scatti che ritraggono Audrey Hepburn tra set e vicoli di Roma tempestati di sanpietrini, a spasso coi figli o in pausa nei giardini di Cinecittà, immagini “rubate” alla quotidianità e foto di scena, esposte all'Ara Pacis dal 26 ottobre al 4 dicembre.
Nella mostra "Audrey a Roma", evento omaggio alla grande attrice che nel 1987 divenne ambasciatrice dell'Unicef, tanti i momenti speciali e normali della diva nelle sue passeggiate romane. A presentare la mostra l'assessore alla Cultura di Roma Capitale Dino Gasperini, il secondo figlio dell'attrice Luca Dotti (avuto dal secondo marito, Andrea Dotti) che con Ludovica Damiani ha curato la mostra, e Roberto Sarvanni, direttore generale dell'Unicef.

"E' una mostra doverosa che finalmente racconta della grande Audrey e del suo legame profondo con Roma, attraverso immagini delle serate mondane e dai set dei film, ma anche della sua vita più intima trascorsa nella capitale, attraverso un repertorio straordinario di foto d'archivio. E' il racconto di una parte di Roma imbevuta della storia del cinema di quegli anni, un rapporto che continua ancora oggi. Rendiamo omaggio ad una grande artista, ma anche ad una donna straordinaria impegnata. E infatti una parte del biglietto sarà devoluto all'Unicef", così Gasperini ha commentato la presentazione.
"La mostra ripercorre tre decenni di Audrey Hepburn a Roma - racconta Ludovica Damiani - Gli anni '50 sono caratterizzati dalla presenza a Cinecittà, nella lavorazione dei suoi tre film romani, Vacanza romane, Guerra e Pace e La storia di una monaca. Gli anni '60 celebrano la Audrey icona, esempio di stile femminile. Gli anni '70 sono quelli di una vita lontana dai seti, passati a Roma come una signora semplice inseguita dal solito paparazzo. La tipologia dei quasi 140 scatti è molto particolare: sfido chiunque a trovare Audrey brutta, ma sono scatti diversi, quasi rubati, istantanee spontanee, naturali, in cui c'è un lato inedito per i nostri occhi. Ma quello che emerge è lo stile, che si ritrova esattamente in tutti questi momenti. Sia nell'ufficialità dei flash mondani, sia mentre fa la spesa".
In mostra anche oggetti personali di Audrey abbinati alle immagini. "Era una macchina da guerra - racconta il figlio, Luca Dotti - una macchina da corsa che non si fermava mai. Recitare era una passione, ma era anche una parte minima della sua vita. Diventare mamma fu un impegno altrettanto importante. Con l'Unicef riuscì a unire le due cose: seguì il cuore e la sua passione per i bambini, e tornò sul set per promuovere progetti di lotta alla malnutrizione infantile. Questa mostra vuole restituire tutte le tre storie di Audrey, l'attrice, la mamma e l'ambasciatrice".


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