La battaglia della provincia, Api si prepara alle comunali
| IL VOTO NEI COMUNI - Roma - Latina - Viterbo - Rieti
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di Fabio Carosi
Roma e l'italia. Ma prima la provincia, quel territorio sul quale la lezione della Lega Nord è servita. Le Api di Rutelli sono pronte a prendere il volo per Ciampino, Pomezia, Ariccia, Genzano, Mentana, Ricca di Papa. Ma anche Marino e Valmontone, tanto per citare i più grandi. E poi Alatri, Cassino e Sora in provincia di Frosinone, Latina, Terracina e Itri nel Sudpontino e, a nord Montefiascone e Vetralla nel Viterbese e Fara Sabina nel Reatino.
L'obiettivo è chiaro: togliere voti al Pd, ma anche ai socialisti ai verdi e a tutti quei moderati che a sinistra non si ritrovano più. Ovvio, sempre con lo sguardo rivolto verso il Centro e i cattolici.
È di fatto partita la campagna elettorale per le amministrative 2011, primo vero banco di prova per la Giunta Polverini e quello che tutti chiamano il “dopo Berlusconi”. In totale a primavera dovranno essere rinnovati sindaci e consiglieri comunali di 42 Comuni della provincia di Roma, 28 in quella di Frosinone, 21 in quella di Viterbo, 6 in provincia di Latina e 8 in quella di Rieti (Fonte Api-Fondazione Reset). Bypassate le regionali per ovvi motivi organizzativi, Affaritaliani.it anticipa la strategia di Alleanza per l'Italia: trovare e candidare in ciascun comune di piccola e media taglia un proprio rappresentante e trovare accordi con il centrosinistra per i sindaci oltre i 15 mila abitanti. Eventualmente poi correre da soli.
Le prove tecniche sono già cominciate a Ciampino, dove Api ha dichiarato ufficialmente la disponibilità al dialogo per partecipare alle primarie del Pd con un proprio candidato. “Prima e non dopo, per partecipare alla stesura del programma”, precisa Mino Dinoi, responsabile organizzativo elettorale di Api.
Dinoi, a settembre Api ha debuttato con la trasformazione da movimento in partito, tra qualche giorno, il 30, scade la campagna per il tesseramento. A che punto siete?
“Per avere pochi mesi di vita il risultato è soddisfacente. Da Labro in poi siamo partiti con una nuova fase di organizzazione territoriale e oggi siamo su una presenza di circa 100 amministratori nel Lazio e su Roma abbiamo un presidente di Municipio come Caradonna e altri consiglieri e presidenti di Consiglio. Per noi è un ottimo risultato”.
Come si costruisce un partito da zero e quanto costa?
“L'abbiamo dimostrato con Labro quanto costa. Abbiamo fatto una grande manifestazione e festa nazionale del partito con pochi costi. Partendo da zero e non avendo finanziamenti pubblici, non abbiamo fondi ma è un bene perché si tocca con mano chi crede al progetto. Non, non abbiamo un dispendio economico enorme ma solo bisogno di passione e volontà”.
La prossima primavera si voterà. Vi presenterete in tutti e con quale programma?
“Da tener presente che solo una parte è al di sopra dei 15 mila abitanti. Al di sotto dei 15 mila esistono le liste civiche dove avremo rappresentanti candidati che saranno o consiglieri uscenti o nuovi candidati per cui saremo presenti al 90 per cento ovunque. Sopra i 15 mila abitanti, saremo già in grado di presentare la nostra lista”.
E quindi anche un sindaco? “In alcune realtà in queste ore c'è un confronto aperto territorio per territorio per capire se sui nostri punti programmatici è possibile aprire un confronto politico con le forse esistenti. Poi realtà per realtà vedremo se ci saranno le condizioni di poter esprimere anche noi dei candidati sindaci”.
“Partirete dal “Modello Roma” di Francesco Rutelli?
“Il modello ce l'abbiamo nel dna di questo partito perché l'esperienza del buon governo dell'amministrazione Rutelli rappresenta la nostra preparazione ad amministrare”.
Api a chi toglierà i voti?
“Molti di noi vengono dalla Margherita e quindi dal Pd. Può essere la rappresentanza maggiore di Api di un elettorato in difficoltà che trova casa. Ma non è solo Pd”.



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