Altaroma, un nuovo marchio per la qualità romana. Sulla scena sfilano i futuri couturier
Stefano Dominella, presidente di Gattinoni, lancia la proposta: un'etichetta unica per legare i prodotti romani. Ma in cantiere c'è il rilancio delle professioni e un premio alla miglior modellista. Sulle passerelle di Altaroma sfilano intanto le originali creazioni dei nuovi talenti, futuri couturier degli eventi capitolini
di Chiara Caputo
Un'etichetta unica per legare i prodotti dell'alta moda romana sotto un unico marchio, quello del Colosseo. Stefano Dominella, presidente di Gattinoni, lo annuncia nel corso della presentazione del Comitato sistema moda alla Camera di Commercio.
Ma questa non è l'unica iniziativa immaginata dal Comitato. In cantiere c'è il rilancio delle professioni in via di estinzione, quelle delle sarte e delle modelliste, condotto attraverso la giornata delle Caterinette, da Santa Caterina protettrice delle sarte, che verrà istituita il 25 novembre. Infine, un premio alla miglior modellista e sfilate in programma a luglio. “Sono molto contenta che la settimana della moda sta avendo un grande successo di pubblico e di critica – ha commentato Rosella Sensi, assessore capitolino alla promozione – La mia opinione personale sull'evento è molto positiva e credo che il nostro sistema della moda a Roma abbia ormai raggiunto un grande livello di maturità”.
Intanto compaiono nuovi nomi di futuri couturier sulla scena di Altaroma. Dopo il classico per eccellenza, rappresentato da Sarli e Gattinoni, l’eleganza e lo sfarzo di Jack Guisso e Tony Ward, e la delicatezza provenzale vista da Nino Lettieri, sfilano giovani talenti. Silvina Maestro presenta la sua collezione intitolata “The Brevity of Light”, caratterizzata da un interessante mix di opposti: da una parte uno stile adolescenziale, fatto di fiocchi, grembiuli, classicità e look stile Pretty Baby. Dall’altra grande grinta ed aggressività, con tronchetti altissimi, camicie con nude look, tubini con oblò sul seno, per un topless irriverente, trench con maniche a pipistrello.
Femminilità bon ton nelle mantelline e nei fiocchi adolescenziali, rossetto viola per tutte le mannequin, colori unici bianco e nero. Uno stile riconoscibile, il suo, modernità e aggressività unita ad un certo romanticismo. Un curriculum che vanta una collaborazione con Riccardo Tisci, la cui influenza è presente nei tagli geometrici e nelle architetture degli abiti, e con lo scomparso Alexander McQueen, talento made in Britain. Linee pulite e tagli geometrici, la dualità diviene firma di un talento altamente scenografico.
Poco dopo sfila Marta Ferri, giovanissimo e originale talento che recupera i tessuti delle sue creazioni dai capi d’arredamento. Per una bellezza vittoriana, fatta di tessuti damascati, velluto e preziosià antiche, in un’atmosfera piacevolmente vintage, con modelle –finalmente- sorridenti.
Minimalismo sartoriale, comfort e grande portabilità dei capi proposti da Tô Long-Nam, col quale arriviamo nella prossima stagione autunno inverno, così come da Angelos Bratis e Co/Te.
Arte e scenografia da Gianni Molaro, che intende rappresentare il momento difficile che affrontiamo, da vari punti di vista. Si va dall’amore all’economia, col simbolo della nostra moneta, raffigurato tra cuori e altre suggestioni. Suggestiva scenografia di violini, abiti scultura e tanta poesia.
New face delle sfilate capitoline Noemi Ercolani. Buca le passerelle come Dovima negli anni Cinquanta. Vista da Silvina Maestro, Jack Guisso e tantissimi altri. Capello corto, taglio aggressivo, quasi fetish. Grande personalità e carattere, portamento altero e regale. Una nuova femminilità, androgina, ma estremamente di classe, lei è “the next big thing” della moda italiana.


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