Allergie, una speranza da La Sapienza

Mercoledì, 23 marzo 2011 - 11:35:00

Io bene e tu? 03/03 allergie

Un altro tassello si aggiunge nella comprensione dei meccanismi che scatenano le reazioni allergiche nell’uomo in aumento soprattutto tra i bambini come la rinite allergica e anche in altri differenti processi patologici tra i quali la dermatite atopica, orticaria, asma, aterosclerosi, anafilassi
.  Il gruppo di ricerca coordinato da Antonio Filippini, professore di Istologia alla Sapienza, in collaborazione con i colleghi del dipartimento di Farmacologia dell’Università di Oxford ha identificato la molecola responsabile di un nuovo e specifico meccanismo coinvolto nel processo infiammatorio innescato dall’istamina, la causa principale e più immediata delle reazioni infiammatorie e dei sintomi di allergia. L'istamina, legandosi a specifici recettori, come il recettore H1, scatena nelle cellule umane endoteliali che rivestono il cuore e i vasi sanguigni una serie di effetti biologici indotti anche da un aumento del calcio all’interno delle cellule.

Il team di ricercatori della Sapienza ha osservato che inibendo proprio la molecola che causa il rilascio di calcio dai depositi intracellulari, il NAADP, vengono bloccati i principali effetti biologici indotti dall’istamina: tra questi anche la secrezione del fattore di von Willebrand,  molecola chiave del processo coagulativo, dell’angiogenesi e mediatore degli effetti infiammatori sull’endotelio vascolare.
Nella patologia umana l’istamina scatena sintomi acuti proprio in conseguenza di una rapidissima azione sulle cellule endoteliali e l’individuazione di farmaci che agiscano sulle molecole coinvolte in questo processo apre scenari innovativi nella terapia delle reazioni anafilattiche.  “Clinicamente il singolo blocco dei recettori dell’istamina – sottolinea Filippini - (ottenuto con i farmaci anti-istaminici H1 di seconda generazione) dimostra in alcuni casi un’utilità limitata in quanto non vengono bloccate le complesse interazioni e gli effetti ridondanti dei differenti agenti infiammatori. Il nostro studio credo che possa aprire nuove prospettive farmacologiche in cui potrebbe essere possibile bloccare selettivamente solo le risposte biologiche indotte dall’istamina che dipendono dal calcio e dalla molecola NAADP, lasciando inalterate altre vie di segnalazione”.
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