Allarme di Federlazio: sui pagamenti disattesa l'Unione Europea
L'assemblea dei 4000 piccoli e medi imprenditori rielegge Maurizio Flammini alla guida dell'associazione. Sul palco l'accusa alla Regione Lazio: “La direttiva non è stata ancora applicata”. E sui titoli di Stato: “Un primo passo ma con le banche in sofferenza...”. Zingaretti replica: “Il 98% dei creditori saldato in 90 giorni e debito ridotto nonostante la Polverini”
Eletto in poco meno di dieci minuti e subito al lavoro. L'assemblea di Federlazio conferma la presidenza di Maurizio Flammini per i prossimi tre anni e, nel frattempo diventa il centro economico della città. Regione, Provincia e Comune partecipano con interesse alla lettura della relazione di Flamnni, un corposo “cajer de doleanze” nel quale il numero uno degli oltre 4000 piccoli e medi imprenditori del Lazio ha lanciato un grido d'allarme, rivolto alla Pubblica amministrazione: “Non è stata ancora applicata la direttiva europea di effettuare tutti i pagamenti da parte della PA entro i 60 giorni dalla fornitura di beni o servizi. - ha spiegato Flammini - quanto proposto dal Governo relativamente al pagamento attraverso la assegnazione di Titoli di Stato è un primo passo avanti, ma in presenza di un sistema bancario che al momento soffre di problemi di liquidità, potrebbe essere costoso e spesso non risolutivo per le imprese".

Per il presidente di Federlazio, dunque, "è necessario inserire nella legge garanzie assolute sulla possibilità di liquidizzare i Titoli in tempi e termini accettabili che non vanifichino lo scopo dell’operazione stessa". "C'è la necessità che venga valutata attentamente la praticabilità della compensazione tra crediti e debiti, - ha proseguito Flammini - ovvero tra ciò che un’impresa deve incassare dallo Stato o da altra amministrazione e le tasse o i contributi che essa deve pagare. Una soluzione di questo tipo potrebbe ridare da subito alle imprese un po’ di fiato, quel fiato che la stagnazione del mercato non è al momento in grado di produrre. In questo quadro si aggiunge un ulteriore elemento di drammaticità. Stiamo parlando degli ormai tragicamente numerosi casi di suicidio da parte di imprenditori che non riescono più a far fronte agli impegni a causa dei mancati incassi, in particolare dalla PA. Questo è gravissimo: non si può morire di lavoro, né se si è operai né se si è imprenditori. Non possiamo abituarci all’idea che questi ultimi, ad esempio, siano indotti a togliersi la vita per l’impossibilità di far fronte ai propri impegni finanziari con dipendenti, fornitori e banche".
"FederLazio indirà una manifestazione alla quale invita fin d’ora tutte le PMI, tutti gli Imprenditori, le Organizzazioni Sindacali, tutte le Associazioni Imprenditoriali e tutti coloro che vorranno partecipare per dare forza e significato ad un evento che sarà costituito da una gigantesca fiaccolata che percorrerà le vie di Roma ed in particolare quelle in salita, per raffigurare in senso emblematico quanto sia difficile oggi la vita di un imprenditore".
Pronta la di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia: “Uno dei doveri funzionali di un ente pubblico è quello di pagare i propri creditori. Posso dire, orgogliosamente, che la provincia è un ente che non ha debiti. Paghiamo infatti il 98% dei nostri creditori a 90 giorni - non finirò mai di ricordare al governo - ha aggiunto - di guardare (nel patto di stabilità, ndr) quegli enti locali anche per le riforme che hanno avviato". E ha concluso: “La provincia di Roma "ha tagliato il suo debito pubblico di 108 milioni di euro pur avendo nei confronti della Regione un credito di 400 milioni".


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