Alemanno salva la giunta dall'incubo quote rosa
Il sindaco vara il provvedimento annunciato che annulla gli effetti del ricorso contro le quote rosa. Riconfermati tutti gli assessori. Monica Cirinnà furibonda: “Un bieco trucco amministrativo, una porcata”. Marta Leonori: “Un’epurazione che umilia le donne che da più di tre anni finiscono puntualmente nel tritacarne delle trattative e dei veti delle correnti interne alla maggioranza”. Marco Miccoli: “Si conferma ancora una volta un vero e proprio furbetto, anzi il ‘Furbetto del Campidoglio”
di Fabio Carosi
La giunta scricchiola sotto il peso dei ricorsi amministrativi? E il sindaco vara l'ordinanza che la mette al riparo. Almeno per i prossimi 30 giorni, il tempo necessario affinché le pasionarie delle quote rosa Gemma Azuni e Monica Cirinna non si organizzino per un altro ricorso.
Attesa per la notte, la decisione di Alemanno è arrivata a sorpresa subito dopo pranzo: “Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha firmato l'ordinanza che azzera la giunta di Roma Capitale – recitava una nota - il sindaco ha provveduto poi a rinominare gli stessi assessori, lasciando quindi immutata la composizione della giunta capitolina. L'obiettivo è far decadere il ricorso al Tar sul mancato rispetto delle quote rosa. L'ordinanza prevede poi una diversa riassegnazione di alcune deleghe”.
Tutto qui e nulla in più . E l'opposizione si scatena. Le più agguerrita Monica Cirinna e Gemma Azuni: “L’ordinanza appena firmata dal Sindaco Alemanno di azzeramento della Giunta per eludere l’imminente sentenza del TAR sulla rappresentanza di genere, a lui certamente sfavorevole, è una porcata e un affronto verso tutte le donne. Con l’escamotage odierno Alemanno si mette sotto i piedi la Costituzione, la normativa Europea, i Giudici del Tribunale Amministrativo e l’art. 5 dello Statuto di Roma Capitale. Ricordiamo perfettamente come nel suo intervento in Assemblea Capitolina il giorno 19 luglio 2011, occasione della presentazione della Giunta oggi azzerata e immediatamente rinominata, il Sindaco ci fece la morale in aula definendo quelli sulla rappresentanza paritaria ‘principi seri e importanti’.Ci chiediamo se con la miserabile mossa odierna, pensi davvero di dimostrare serietà e rispetto di quei principi. In quell’intervento Alemanno definì la nostra iniziativa strumentale e ideologica. Oggi a dimostrazione dell’assenza di qualsiasi interesse nostro alla nomina, lanciamo un appello alle donne e alle Elette del centro destra affinché facciano sentire forte la loro voce per rivendicare quei diritti di rappresentanza universalmente riconosciuti e non prerogativa di una sola parte politica. Alla Consigliera Mennuni, titolare alla delega delle pari opportunità, chiediamo almeno per una volta di volere esercitare questa delega. Chieda al Sindaco per quale motivo ritenga tutte le donne della sua coalizione incapaci di ricoprire il ruolo di Assessore; se non vuole candidare se stessa almeno si attivi per proporre una rosa di nomi o altrimenti rinunci alla delega".
E conclude: "Il nostro ultimo triste pensiero va alle due Assessore beneficiarie di tale ruolo grazie al nostro precedente ricorso. Non comprendiamo l’assordante silenzio, che dimostra la loro totale omologazione ad un modello maschile e maschilista di politica che certamente non aiuta il percorso di tutte le donne nella richiesta di pari dignità e opportunità".

In campo anche Marta Leonori, candidata alle primarie del Pd: Il sindaco Alemanno poteva risparmiarci l’ennesimo colpo di scena sulle quote rosa in giunta comunale che, con la decisione di azzerare la squadra per fermare il ricorso presentato dal Pd al Tar, tocca un livello davvero spiacevole per chi amministra la capitale. La scorsa estate il sindaco Alemanno aveva tentato già una volta di aggirare i ricorsi contro l’esigua presenza di donne in giunta, contraria allo statuto comunale, ed era stato umiliato dalla sentenza della giustizia amministrativa che ne aveva annullato la composizione. La squadra di governo di Alemanno ha solo 2 presenze femminili su 12 assessori. Si tratta di un’epurazione che umilia le donne che da più di tre anni finiscono puntualmente nel tritacarne delle trattative e dei veti delle correnti interne alla maggioranza e che non vengono mai considerate per il valore aggiunto in termini di competenze ma solo per riequilibri a favore di capobastone”.
Infine, il segretario del Pd romano, Marco Miccoli: Il sindaco si conferma ancora una volta un vero e proprio furbetto, anzi il ‘Furbetto del Campidoglio’. L’azzeramento della giunta a pochi giorni di distanza dal pronunciamento del Tar è una mossa degna della peggior politica. Invece di aumentare le donne nelle posizioni di vertice in Campidoglio, Alemanno non trova di meglio che usare un escamotage da matricola di Giurispudenza. Tutto ciò non è degno di chi ricopre la carica prestigiosa come quella di sindaco di Roma e che si trova ora a comporre la quarta giunta. Speriamo che sia l’ultima, anche perché fortunatamente per le donne e gli uomini della Capitale il 2013 si avvicina sempre di più….”.


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