Acea, i piccoli azionisti si rivolgono alla Consob
di Fabio Carosi
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Replica l'Apa: “Ancora una volta l’obbligo di comunicazione o smentita delle “notizie rilevanti” o “price sensitive” dai managers Acea, viene considerano poco più che un orpello burocratico inutile. I Comunicati e/o le smentite dovrebbero essere integrati con ulteriori informazioni, magari previste da disposizioni di legge, da Consob e da altre autorità, nonché dal Regolamento e dalle Istruzioni, perché la Società è quotata in borsa”. E giù il secondo ricorso.
L'immobilismo di Acea non piace anche ai sindacati che, dopo la manifestazione della scorsa settimana affidata a grandi camion con le vele pubblicitarie, ieri hanno emesso l'ennesimo comunicato: “La scelleratezza con cui è stata gestita la partita con Suez-GDF, ci lascia presagire che potremmo assistere ad ulteriori svendite e cessioni di rami d’azienda. Sapevamo che quello messo finora in campo, assemblee, comunicati, denunce, non sarebbero stati sufficienti a trovare un valido interlocutore con cui aprire un confronto sul futuro di questa grande azienda. Ora dobbiamo proseguire così come i lavoratori ci hanno chiesto, non lasciando nulla di intentato. Tanto per cominciare proclamiamo lo stato di agitazione di tutto il personale delle Società del Gruppo ACEA a partire dal 29/10/2010”.
E sul fronte della chiarezza del messaggio non si lasciano intimorire: “Continueremo intanto ad informare i cittadini che questo patrimonio non si può svendere al Caltagirone di turno, il quale se investe 10 vuole necessariamente rientrare di 100 a scapito della città, dei servizi e dei lavoratori. Infatti stiamo organizzando un volantinaggio per tutta la città attraverso tutti i nostri rappresentanti sindacali di tutte le Società del Gruppo e speriamo con l’aiuto e il supporto di tutti i lavoratori che vorranno darci una mano”.
La sintesi Esposto alla Consob
Conflitto di interessi dell’Amministratore Acea Luigi PELAGGI
L’APA ha presentato un dettagliato esposto alla CONSOB, in relazione al conflitto d’interesse “denunciato dalla trasmissione RAI3 Report di domenica 17 ottobre scorso”, riguardante il Consigliere d’amministrazione di Acea S.p.A. (di nomina dell’On. Sindaco di Roma Gianni Alemanno) Luigi Pelaggi.
Il Consigliere Pelaggi, é stato qualificato “amministratore indipendente” dal Consiglio di Amministrazione che valuta sulla base delle informazioni fornite dall’interessato o comunque a disposizione di Acea. Ma la “trasmissione televisiva suddetta ha evidenziato che nel curriculum presentato al momento dell’assunzione della carica, mancavano incarichi rilevanti in “organismi ovvero istituzioni e imprese” che risulterebbero in “conflitto d’interesse” e -per il suo incarico di direzione- strettamente collegate con il Ministero dell’Ambiente. Evidente appare la distonia con l’incarico di amministratore in Acea SpA visto il “core business” del Gruppo (acqua, ambiente e trattamento dei rifiuti).
Il Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente e tutela del Territorio e del Mare, ha svolto consulenze per i rapporti istituzionali presso numerose società (del Comparto idrico-ambientale). Ed é’ stato nominato, in rappresentanza del Comune di Roma, per cooptazione nel CdA dell’8 maggio 2009, in sostituzione del dimissionario Dino Piero Giarda, eletto nell’Assemblea 15 settembre 2009, sulla base della lista presentata dal Comune di Roma (contenente: n.1 Marco Staderini (già nominato in assemblea ), n. 2 Luigi Pelaggi, n. 3 Andrea Peruzy).
Pertanto in relazione, a quanto sopra esposto potrebbero essere o apparire (anche in base agli incarichi omessi e non dichiarati al momento della presentazione della candidatura) caratteristiche tali, da compromettere l’autonomia di giudizio di tale amministratore [Codice Criterio 3.C.4.].
L’APA, nel caso specifico, impegnata in un’azione irrinunciabile di tutela e rappresentanza (come sancito dalla Ue e dalle normative nazionali), dei piccoli-risparmiatori e dei dipendenti-azionisti, con la presente chiede alla CONSOB di avviare “accertamenti dettagliati”, con particolare riguardo al Punto “a) ai rapporti di lavoro autonomo o subordinato ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale o professionale che ne compromettano l’indipendenza (art. 148 co. 3 TUF)”.
Acea è un’impresa “pubblica e di pubblici servizi irrinunciabili” che và controllata quotidianamente, per prevenire e stroncare eccessi intollerabili e danni irreversibili
I piccoli azionisti, lavoratori-azionisti e piccoli risparmiatori sottolineano che Acea SpA gestisce i Servizi Idrici Integrati per un bacino di utenza di 8.000.000 di abitanti, in regime di “monopolio naturale”, direttamente sottostanti ai compiti istituzionali del Ministro dell’Ambiente e degli Organi di vigilanza, tutela e controllo.
Il piccolo socio é consapevole di tutto ciò, anche come titolare di diritti insiti nel possesso di “azioni Acea”. Diritti che se non esercitati e difesi ne approfitterebbero i “poteri forti” (ceto politico e grandi azionisti) con danno del servizio pubblico . L’APA si è assunta questo non facile compito. E da anni lancia “allarmi” rivolti alle Autorità, ai cittadini-agli utenti e ai lavoratori. Un’attività tutelata dagli articoli 46 e 47 della Costituzione Italiana.
Roma, 19 ottobre 2010



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