Acea punta ad Edipower. Passando per le centrali idroelettriche
Inside. Da piazzale Ostiense pronto il via libera all'acquisto di quote della società Altoatesina dell'energia. Fanno gola i certificati verdi e uno spazio nel gotha della milanese sotto pressione per l'esposizione debitoria pari a 1,1 miliardo di euro. A remare contro l'accordo il valore del titolo romano che in un anno ha perso più del 42 per cento
di Franco Di Grazia
Un po' i certificati verdi, molto l'invito di Federelettrica. Fatto sta che Acea potrebbe chiudere nei prossimi giorni l'accordo per l'acquisto di quote della Sel, la società Altoatesina di produzione di energia dalle centrali elettriche, con l'obiettivo principale di sedersi nel Cda di Edipower. A pesare sull'operazione sarebbe la mini rivoluzione in atto, generata dalla chiusura della vertenza tra i francesi di Edf e i soci italiani di Edison, c'è chi dice benedetta dall'intervento diretto del neo ministro Corrado Passera.
Ma c'è dell'altro. Nei piani alti di piazzale Ostiense, l'operazione avrebbe come primo sponsor il nuovo direttore generale di Acea, Paolo Gallo, in carica dal primo febbraio dello scorso anno e proveniente proprio da Edipower dove rivestiva la carica di ad.

Il gotha di Federelettrica però, in piena crisi economico-finanziaria, è in mezzo a un guado per cui ci vuole il massimo sforzo per superare la paralisi e poi si vedrà. Per questo le porte di Acea si sarebbero aperte.
Questi tasselli del puzzle. Tutto inizia dopo l’annuncio che il 27 dicembre scorso è arrivato dal colosso transalpino Edf che la “querelle” riguardante il complesso scioglimento del patto tra EDF (il colosso dell’Energia francese) e i soci italiani di Edison, era conclusa e la chiusura prevedeva l’acquisto del 50% della Holding Transalpina Energia da Delmi e che porterà i francesi a detenere l’80% di Edison.
Un annuncio che ha prodotto una serie di effetti, tra l’altro, ancora oggetto di “valutazioni rilevanti” da parte della Consob. Sotto esame della Commissione sulle Società e la Borsa una serie di stime sugli effetti del progetto d’accordo sui valori degli scambi azionari (non superiori a 0,84 euro dell’offerta pubblica obbligatoria per Edison), e per Delmi, l’acquisto del il 70% di Edipower da Edison (50%) e Alpiq (20%) che comporta esborsi rispettivamente l’esborso di 600 e di altri 200 milioni di euro.
L’altro, l’altro nodo dell’operazione riguarda l’indebitamento di Edison che dovrà diminuire di 1,1 miliardi (in capo a Edipowr) grazie all’accordo con i soci italiani di Foro Buonaparte. Soci italiani (riuniti in Delmi) che dovranno a loro volta rilevare Edipower (società che raggruppa le produzioni idroelettriche) e il forte indebitamento sottostante. Delmi, guidata dalle ex-municipalizzate A2A di Milano, Iren di Torino e altri sono alle prese su come far quadrare i conti. Un’operazione complessa, con al centro Edipower, gravata dal forte indebitamento e che, dopo l’acquisizione, sarebbe priva dei finanziamenti necessari per ripartire con tutte le centrali a posto.
Ecco perché da Milano si lancia l’apertura all’ingresso di nuovi soci italiani. Non si può contare più su operazioni basate sulla leva (debiti), ma la regola vale anche per Acea che ha chiuso l’anno con indebitamenti crescenti, mancati incassi, rating negativi ed una perdita di “capitalizzazione in borsa di 784,450 milioni di euro (a settembre erano 693 milioni di euro) il 42,96% a fine 2011.


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