A.A.A.Artisti cercasi per il Micca Club

La domenica "ODE" all'acquisto compulsivo di chincaglierie d'antan e vintagerie d'ogni sorta. Ma spazio anche a un'arte "alta" che sappia dialogare con tutti, e ad un linguaggio contemporaneo che è perfettamente incastonato nelle volte del palazzo umbertino

Lunedì, 3 ottobre 2011 - 13:01:36


Incastonato nella severa facciata umbertina di un edificio di Via Pietro Micca, il Micca Club è una astronave sepolta tra i binari del tram e le mura romane che muoiono nel caos della stazione Termini. Bisogna scendere nella pancia del mostro per rendersi conto di quanto accade nei locali dalle volte altissime: c'è creatività allo stato puro, tutti i giorni. Superata l'entrata asettica e scintillante come l'acciaio, una luce calda ti proietta nel passato tra arredamento vintage, manifesti pop art, e accessori in puro stile "Happy Days". Un tema che animerà le domeniche del locale da qui a Natale all'insegna dell'ODE (One Day Expo & Temporary Store): abbigliamento e moda, design, arte contemporanea, musica e dischi. La selezione è a cura di una severa direzione artistica capeggiata da Francesca Casalino. "Abbiamo eliminato la barriera intellettuale che obbliga l'arte a stare in stanze severe e silenziose, che spesso intimidiscono il visitatore. Qui è possibile parlare direttamente con l'artista che espone e, dulcis in fundo, acquistare subito l'opera d'arte. Il non commerciale per noi è d'obbligo, così come il rigore nelle scelte. Porte aperte agli artisti che si vogliono proporre. Sono invitati a venire e respirare a pieni polmoni l'aria del club, per capire se le loro intuizioni vibrano alla nostra frequenza." Questo ci ha raccontato davanti a una multiforme esposizione di oggetti degli anni '70.

micca

Il programma è animato da serate a tema: troneggia il Burlesque ormai diventato un "must", ma qui se ne fa una rappresentazione che farebbe impallidire Zia Mame. E poi la "trasmissione" del giovedì, esperimento totalmente inedito che ha nome ZABOOM, messa in scena di varietà televisivo a metà strada fra la televisione multicolore e anarchica di Dario Fo e il varietà con Gabriella Ferri. Sono previste spericolate incursioni nell'avanspettacolo con sketch, caroselli e personaggi che si aggirano tra i tavoli prima dell'inizio dello spettacolo in una curiosa confusione di ruoli. Che altro dire se non che il tutto è condito dalla maestria dei barman “mixology” che promettono di servire cocktail mai uguali?
Una cosa ci sarebbe: come nei salotti televisivi degli anni che furono, lo spettacolo è strepitoso ma lo spazio, anche se grandissimo, limitato. Un salto nel virtuale del sito web del club è d'obbligo per prenotare, oppure rimarrete fuori da questo universo che scorre nelle vene sotterranee di Roma.

di Patrizio J. Macci

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