81 milioni per la vendita di opere d’arte mai dichiarati. Anche un famoso pittore americano fra i maxi evasori di Roma
Un artista straniero da poco morto, due società informatiche, ma anche ristoratori, costruttori, proprietari di bar, pizzerie e call center, commercianti ambulanti, autotrasportatori e ditte di pulizie. Scovati nella provincia di Roma 537 evasori totali, responsabili di un sommerso di 2,8 miliardi di euro

Il nome del più celebre fra i maxi evasori scoperti dalla guardia di finanza del comando provinciale di Roma farebbe girare più di qualche testa: un pittore americano molto noto fra gli amanti dell'arte contemporanea, con un patrimonio di ottantuno milioni mai dichiarato, derivante dal commercio di opere d’arte nel paese.
Ma ci sono anche due note società italiane entrambe operanti nel settore informatico, che avrebbero omesso la dichiarazione valida ai fini delle imposte sui redditi, dell’iva e dell’irap, evitando la tassazione di materia imponibile per importi ammontanti a quasi 650 milioni per una e 730 milioni di euro per l’altra.
In tutto, nell’intera provincia di Roma, nel 2011 sono stati scovati 537 evasori totali, di cui 352 a Roma. Tra le categorie economiche più interessate, la ristorazione, l’edilizia le società immobiliari, i call center, i bar e le pizzerie, l’autotrasporto, le pulizie ed il commercio ambulante, sia di generi alimentari che di altri prodotti.
Il danno erariale ammonta, per la sola Capitale, a 377 milioni di euro, per quanto riguarda la sola iva evasa. È di due miliardi di euro invece la materiale imponibile non dichiarata.
In Provincia le cose non vanno meglio, e in totale l’iva evasa sale a quasi 469 milioni di euro e la materia imponibile non dichiarata è di circa 2,8 miliardi di euro.
Dei 537 evasori totali scoperti sul territorio provinciale, per ben 177 di loro è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per aver superato le soglie di punibilità stabilite dall’art 5 del Decreto Legislativo 74/2000 (Legge penale tributaria).
L’inottemperanza totale all’obbligo di presentare la dichiarazione annuale – fenomeno noto, nel gergo dei finanzieri, con la dizione “sommerso d’azienda” - si intreccia spesso con il fenomeno particolarmente insidioso per i risvolti sociali ed economici dell’impiego di manodopera “in nero” ovvero “irregolare”, noto anche come “sommerso di lavoro”.
Gli “evasori totali” sono stati individuati dai finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza, dopo avere selezionato le posizioni più significative, sulla base delle segnalazioni pervenute al numero di pubblica utilità “117” e delle evidenze dell’azione di intelligence e del controllo economico del territorio. Numerosi casi sono stati appurati, soprattutto a Roma, nel corso dei controlli di routine sulla regolare emissione degli scontrini e delle ricevute fiscali da parte dei soggetti economici obbligati al rilascio. In diversi casi, specie in assenza di scritture contabili, sono stati di grande aiuto per le Fiamme gialle gli accertamenti presso banche, uffici postali ed altri intermediari finanziari, al fine di ricostruire il giro d’affari degli interessati.


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