Consigli per il Pd: Zingaretti premier
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Evasione fiscale, piaga nazionale e storica. Per Roger Abravanel, ex capo della McKinsey e ora opinionista e saggista di successo teorico del merito e del talento, è una delle due cose necessarie (l'altra è l'eliminazione del posto di lavoro a tempo indeterminato) per fare dell'Italia un paese moderno e competitivo. Ma intanto dalle cronache c'è solo l'imbarazzo della scelta. Esce dalla Procura di Roma la famosa lista Falciani (i depositi trafugati dall'omonimo impiegato infedele di una grande banca svizzera) e saltano fuori 700 nomi di vip col vizietto, da Valentino a Bulgari, dalla Gregoraci a Stefania e Amanda Sandrelli. Un cancro.
Nicola Zingaretti, pd pacioso e piacione, presidente della Provincia di Roma e candidato in pectore nel 2013 alla poltrona di primo cittadino dell'Urbe ha terrorizzato e abbattuto il sindaco Gianni Alemanno solo in forza di un'ipotesi e di un sondaggio. Ma se è così forte cosa aspetta il Pd a scegliere il fratello del commissario Montalbano come leader nazionale? 
Nicola Zingaretti
Imperdibile e impagabile il sindaco di Firenze Matteo Renzi con il suo linguaggio colorito (ma in caduta, nonostante l'appoggio di Scalfari e De Bendedetti come leader nazionale dopo il suo misterioso pellegrinaggio ad Arcore): "andrò alla prossima direzione, ma Bersani non parli di aria fritta".Blasfemo.
Massimo D'Alema è sempre più scorbutico con Vendola, dopo le legnate che l'uomo con l'orecchino gli ha assestato in Puglia. Eccolo allora rosicare: "E' un errore Vendola domani ai cancelli di Mirafiori". Sarà invece bagno di folla, colpo mediatico e standing ovation per il governatore di Puglia. Oltre che un siluro in trasferta al candidato sindaco pd Fassino che a Mirafiori gioca in casa ma fa parte della sinistra che sta con Marchionne. Sicchè dopo Bari e Milano, anche sotto la Mole, Pd tiè?
Un congresso dei giornalisti e ospiti di riguardo del mondo degli editori da Carlo De Benedetti a Fedele Confalonieri al notaio Marchetti di Rcs per sentirsi dire delle ovvietà come: il futuro è multimediale, la carta è in crisi e gli editori non si sentono bene,il futuro è Internet, i giornalisti devono cambiare. E i manager quando li cambiano? E gli azionisti?
Grande attesa per la superpagata Paola Cortellesi, splendida fanciulla e ottima artista multiforme, alla guida di Zelig al fianco dello stagionato ma sempre smart Claudio Bisio. Tremano la Santanchè e la Gelmini ma anche la new entry Letizia Moratti per le caricature preannunciate dalla pirotecnica e sinuosa imitatrice. Ma si parla anche di Veronica Lario, la Finocchiaro e la Bindi. Mentre Gino e Michele, fondatori dello storico locale di cabaret milanese osservano: "Nessuna trasmissione ha fatto quello che ha fatto "Zelig", unendo l'Italia con la sua comicità, sia per gli ascolti, invariati su tutto il territorio, che per la provenienza del cast di comici da tutte le regioni". Bendetto, bravissimi. L'ultimo della scuderia: il best seller Checco Zanone, il pugliese che piace a Vendola. 
Paola Cortellesi
Gianfranco Fini dal "trattamento Boffo" di Feltri e della variante Sallusti al trattamento soft di Signorini e del giornale da lui diretto Chi. Questa settimana il declinante presidente della Camera è in copertina del settimanale mondadoriano mentre sgambetta in slip con l'amata Tulliani sulle rive calde delle spiagge delle Maldive. Bocchino e Montecitorio possono attendere.
Il nedirettore del Riformista Stefano Cappellini, offeso da Vittorio Feltri e MArco Travaglio che definiscono il suo giornale inutile, apre l'editoriale dedicando l'attacco ai due blasonati colleghi: "Tutti noi abbiamo conosciuto quel genere di compagno di classe che si abbassava i pantaloni,metteva il topo morto nel cassetto della prof,si esibiva in flatulenze varie e riscuoteva presso le masse studentesche una popolarità direttamente proporzionale alla mancanza di pudore". Affettuosità giornalistiche. Si aspetta ora la risposta di Feltri e Travaglio:fischi,pepiti e pernacchi?
Commento arguto di Marcello Veneziani, libero pensatore colto e destrorso:"Se la malattia della sinistra è il radicalismo snob,la malattia della destra o di chi ne fa le veci è la rozzezza pop".



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