Yemen, ancora bombe e combattimenti
Domenica, 5 giugno 2011 - 15:12:00
Giunto ieri in Arabia Saudita per essere curato delle gravi lesioni subite durante l'attacco dell'altroieri al Palazzo Presidenziale di Sana'a, Ali Abdullah Saleh gia' in giornata e' stato sottoposto in un ospedale locale a un delicato intervento chirurgico per rimuovere la scheggia metallica, lunga 7,6 centimetri, che gli si e' conficcata in petto, appena sotto al cuore: lo hanno riferito fonti mediche saudite, che hanno peraltro preteso l'anonimato e non hanno precisato dove si trovi il presidente yemenita.
Malgrado il cessate il fuoco mediato dall'Arabia Saudita e teoricamente accettato da tutte le parti, dopo Sana'a e Taiz la violenza e' ricomparsa oggi anche ad Aden, la seconda citta' dello Yemen, dove combattimenti tra militanti anti-governativi e truppe regolari sono scoppiati dopo che gli insorti avevano attaccato un posto di blocco dell'Esercito. Era da circa un mese che ad Aden non si registravano scontri armati, e che la situazione rimaneva relativamente tranquilla rispetto a quella nel resto del Paese. Stando a testimoni oculari, gli assalitori hanno appiccato il fuoco ad almeno un veicolo militare.
Gli oppositori di Ali Abdullah Saleh hanno replicato alle affermazioni di esponenti del regime, politici e militari, secondo cui il presidente yemenita rientrera' a breve termine in patria, avvertendo invece che non gli permetteranno di ritornare nello Yemen. "Ci impegneremo con tutte le nostre forze per impedire il ritorno di Saleh", ha tagliato corto Mohammed Qahtan, portavoce dell'opposizione parlamentare. "Per noi l'attuale situazione e' l'inizio della fine per quel regime tirannico e corrotto", ha aggiunto. Saleh era arrivato ieri sera nel Paese confinante per essere sottoposto a delicate cure mediche, rese necessarie dalle lesioni subite nell'attacco di venerdi' al Palazzo Presidenziale di Sana'a.
Malgrado il cessate il fuoco mediato dall'Arabia Saudita e teoricamente accettato da tutte le parti, dopo Sana'a e Taiz la violenza e' ricomparsa oggi anche ad Aden, la seconda citta' dello Yemen, dove combattimenti tra militanti anti-governativi e truppe regolari sono scoppiati dopo che gli insorti avevano attaccato un posto di blocco dell'Esercito. Era da circa un mese che ad Aden non si registravano scontri armati, e che la situazione rimaneva relativamente tranquilla rispetto a quella nel resto del Paese. Stando a testimoni oculari, gli assalitori hanno appiccato il fuoco ad almeno un veicolo militare.
Gli oppositori di Ali Abdullah Saleh hanno replicato alle affermazioni di esponenti del regime, politici e militari, secondo cui il presidente yemenita rientrera' a breve termine in patria, avvertendo invece che non gli permetteranno di ritornare nello Yemen. "Ci impegneremo con tutte le nostre forze per impedire il ritorno di Saleh", ha tagliato corto Mohammed Qahtan, portavoce dell'opposizione parlamentare. "Per noi l'attuale situazione e' l'inizio della fine per quel regime tirannico e corrotto", ha aggiunto. Saleh era arrivato ieri sera nel Paese confinante per essere sottoposto a delicate cure mediche, rese necessarie dalle lesioni subite nell'attacco di venerdi' al Palazzo Presidenziale di Sana'a.



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