Wikileaks rimosso dalla Rete per sei ore. Ma poi riappare...

Venerdì, 3 dicembre 2010 - 15:00:00

Wikileaks 001

E' scattata l'offensiva Usa contro Wikileaks. Il sito e' rimasto oscurato per sei ore prima di ricomparire con un nuovo dominio svizzero, wikileaks.ch. E' stato lo stesso sito a denunciare su Twitter che "il dominio Wikileaks.org e' stato eliminato da everydns.net dopo asseriti attacchi di massa". Nel messaggio anche un link a un sito di donazioni con la dicitura "Manteneteci forti".

Un comunicato sul sito di everydns.net, uno dei piu' grandi siti che forniscono gratuitamente dominii Internet, ha spiegato di aver interrotto la fornitura del dominio a Wikileaks.org alle 4 del mattino ora italiana. Motivo: la violazione della clausola che afferma che "il membro non deve interferire con l'utilizzo o la fruizione del servizio da parte di un altro membro o con l'utilizzo e la fruizione di servizi simili da parte di un altro soggetto". E' il caso egli attacchi informatici multipli Ddos contro Wikileaks che mettevano a rischio l'accesso agli altri 500mila siti gestiti da everydns.net. Il nuovo indirizzo e' www.wikileaks.ch, quindi con un host svizzero. Il sito fondato da Julian Assange era rimasto comunque accessibile in rete dall'indirizzo IP http://213.251.145.96/.

In precedenza, Wikileaks era stato sfrattato dai sistemi di Amazon.Com e da Tableau Software, la compagnia che aveva realizzato e pubblicato i grafici dei cablogrammi diplomatici Usa. Amazon.Com ha motivato il provvedimento con la violazione del contratto per quanto riguarda l'uso "responsabile" degli strumenti, ma ha negato che sia dovuto a pressioni politiche o agli attacchi informatici che, ha sottolineato, "erano stati respinti con successo".

Joe Lieberman, presidente della Commissione del Senato americano sulla sicurezza nazionale, aveva chiesto chiarimenti sui legami tra Amazon.com e Wikileaks. Tableau Public, un servizio gratuito che permette di mettere in rete grafici e dati, ha spiegato che si e' trattato di una decisione "non facile" presa perche' e' risultato che Wikileaks "non aveva il diritto di divulgare" quei file. Tuttavia ha ammesso che le pressioni esercitate da Lieberman hanno avuto un ruolo. Intanto, secondo indiscrezioni di stampa, il sito di Julian Assange avrebbe trovato ospitalita' in un server che opera da un bunker sotto una montagna della Svezia. L'avvocato di Assange, Mark Stephens, ha affermato che c'e' uno Stato dietro gli attacchi informatici. Per Stephens, i "sofisticati" sforzi per abbattere il sito farebbero parte di uno sforzo complessivo per far tacere Assange, in cui rientra anche l'accusa di stupro in Svezia.

 


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