Wikileaks, lo scontro tra maggioranza e opposizione si sposta sul Copasir
Una cosa e' la policy dell'amministrazione Usa, una cosa sono "i commenti, i giudizi, le valutazioni e i cosiddetti 'si dice', cose assolutamente distruttive". Il ministro degli Esteri Franco Frattini invita la comunita' internazionale a reagire compatta, senza commentare, per arginare la valanga che si e' abbattuta sul sistema delle relazioni diplomatiche dopo le rivelazioni di Wikileaks. 
Frattini
"Se noi ci lasciassimo andare a commentare questi giudizi - commenta il numero due della Farnesina - , che non sono certo la complessiva valutazione americana, ma le valutazioni di alcuni ambasciatori, cadremmo nella trappola di chi vuole che la diplomazia collassi e che il mondo sia guidato solo da scontri, da crisi e da guerre". "Dalla Casa Bianca - sottolinea quindi Frattini - e' arrivata piu' che una smentita: e' arrivata una condanna fermissima, un invito fermissimo a distinguere queste informazioni dalla policy degli Stati Uniti".
Il numero uno della Farnesina minimizza la portata delle rivelazioni che riguardano il presidente del Consiglio italiano: "Berlusconi non si sente ne' attaccato, ne' colpito, ne' offeso - dice -. Molte notizie che abbiamo letto erano gia' uscite sulle prime pagine dei giornali di opposizione". "Sconforto" e "sconcerto" esprime Gianni Letta: "Se questi sono i costumi della vita politica - dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio c'e' da essere atterriti". Lapidario il titolare del Viminale, Roberto Maroni: "Non sono uno che ama guardare dal buco della serratura". Ma dall'opposizione Pierluigi Bersani pone l'accento sui giudizi poco lusinghieri nei confronti di Berlusconi contenuti nei documenti pubblicati da Wikileaks: "C'e' poco da ridere sui documenti resi noti da Wikileaks - dice il segretario Pd, riferendosi alla reazione che secondo le ricostruzioni di stampa avrebbe avuto il Cavaliere - quel che emerge dai documenti pubblicati conferma in modo inequivocabile che il presidente del Consiglio, con il suo comportamento e con le sue decisioni politiche, nuoce alla reputazione dell'Italia nel mondo, con grave danno per il paese".
Sulla stessa linea Antonio Di Pietro: "Non avevamo certo bisogno delle segnalazioni dell'ambasciata americana a Roma per sapere che Berlusconi era incapace, inadatto e inopportuno a ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio - dice il leader dell'Idv -. E che e' una persona di cui la comunita' internazionale non si puo' fidare e affidare". Critiche che Frattini bolla come "la solita misera propaganda interna dell'opposizione italiana", invitando il Pd a rendersi conto "che e' in gioco l'interesse dell'Italia, non la questione Berlusconi". Il segretario Udc Lorenzo Cesa si augura che "non ci sia il terremoto sul fronte dei rapporti internazionali", mentre il leader dell'Api Francesco Rutelli riferendosi ai rapporti di Berlusconi con Putin e con Gheddafi, parla di "giochi troppo pericolosi" e rinnova l'invito al premier di andare a riferire davanti al Copasir.
"Qui non sono in discussione materiali provenienti dalla Cia, ma dalla diplomazia americana e quindi casomai la competenza e' della Commissione Esteri" e' la secca replica a Rutelli del capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto. D'Alema, presidente del Copasir, non e' intervenuto sull'argomento. Ma "Repubblica", dando conto in un retroscena dei contatti tra il sottosegretario Gianni Letta, Frattini e il presidente del Copasir, riferisce che D'Alema "si sarebbe disposto in una posizione di attesa, prendendo tempo per valutare le notizie in arrivo dal sito di Assange". Diversa la posizione del finiano Carmelo Briguglio, che ha gia' definito "ineludibile" l'audizione di Berlusconi e Frattini da parte del Copasir.



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