Wikileaks, Assange è in bancarotta, ma nuovi file fanno tremare gli Usa
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Wikileaks é senza soldi e fra poco potrebbe essere costretto a chiudere. La clamorosa rivelazione arriva proprio dal fondatore del sito il quale, durante un'intervista a Europe1, ha spiegato che ciò sarebbe dovuto al blocco dei conticorrenti del sito seguito all'indagine per stupro avviata a suo carico dalla magistratura svedese. A Washington, oltre che in molte altre capitali, probabilmente la notizia sarà stata salutata dal rumore dei tappi di champagne che saltano e dai sospiri di sollievo dei diplomatici convinti che le loro comunicazioni riservate siano ora al riparo.
Ma se l'esultanza delle cancellerie mondiali é prevedibile, fa rumore il silenzio dell'opinione pubblica mondiale la quale, dopo un'iniziale curiosità, sembra aver perso l'interesse per la sorte del sito e del suo fondatore. L'arresto di Assange é stato accolto con una certa indifferenza e, a parte qualche isolata protesta fuori dal tribunale di Londra, non vi é stata alcuna sollevazione popolare in difesa di colui che si é prefisso di difendere la libertà d'espressione.
Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che, a dispetto del terremoto mediatico causato, le rivelazioni di Wikileaks non sembrano aver portato alla luce poi chissà quali segreti. Che le guerre in Afghanistan e in Iraq abbiano fatto strage di civili era cosa risaputa almeno quanto la passione del Presidente del consiglio italiano per le donne. Anche il fatto che gli americani piazzino spie in molti palazzi governativi del pianeta non rappresenta in sé una notizia così come non é una sorpresa che un ambasciatore mandi rapporti segreti al proprio ministro degli esteri.
Forse Wikileaks ha sopravvalutato l'interesse dell'opinione pubblica per delle storie che, soprattutto in tempi di crisi, l'opinione pubblica avverte lontane dalla sua quotidianità e che in fondo non ci tiene più di tanto a sapere, specie quando queste rivelazioni colpiscono un solo paese (gli USA) risparmiandone altri (Russia e Cina da esempio). Inoltre l'eccessivo potere che Wikileaks ha acquisito dopo le sue rivelazioni, potrebbe aver finito con l'incutere timore non solo presso i governi ma anche presso l'opinione pubblica internazionale che potrebbe non vedere di buon occhio un'organizzazione che vede il suo potere crescere fuori da ogni controllo.
Anche la stampa mondiale non sembra essere sul punto di strapparsi i capelli in nome di Assange. Alcune principali associazioni giornalistiche americane come la Overseas Press club of America e il National Press club hanno rilasciato dichiarazioni fredde a proposito di Wikileaks e Bob Woodard (il giornalista del Watergate) ha affermato che le iniziative di Assange sono un danno per il giornalismo in quanto potrebbero fungere da pretesto per attaccare la libertà di stampa in generale. In uno scenario come questo la notizia della bancarotta del sito sembra assumere i connotati della caduta di un mito, un mito che collassa nella quasi indifferenza generale. Tuttavia le disgrazie di Assange non bastano a tranquillizzare gli americani i quali vogliono continuare a tenerlo sotto pressione.
Questo atteggiamento, alla luce dei problemi attuali del sito, parrebbe esagerato e inspiegabile, ma in realtà la durezza americana potrebbe avere altre motivazioni. Innanzitutto Wikileaks, malgrado non abbia finora svelato nulla di particolare ha comunque creato un precedente. Il sito ha dimostrato che si possono violare i sistemi di protezione della prima potenza mondiale e, così come lo ha fatto Assange, un domani potrebbe benissimo provarci qualche altro servizio segreto straniero, scaricando magari documenti ben più importanti. Inoltre, secondo indiscrezioni, la stampa internazionale avrebbe pubblicato solo una parte dei documenti scaricati da Wikileaks e neanche i più esplosivi. Ciò significa che quello a cui si é assistito finora potrebbe essere solo un'introduzione e che in futuro Assange potrebbe tirare fuori qualche altra carta a sorpresa. E' di pochi giorni fa, infatti, la notizia riportata da un giornale norvegese secondo la quale, in alcuni documenti di Wikileaks non pubblicati dalla stampa internazionale, ci sarebbero le prove che Washington e Berlino starebbero lavorando a un nuovo satellite spia tecnologicamente avanzato. Tale progetto sarebbe stato tenuto nascosto perché irriterebbe i partner europei della Germania, in particolare la Francia che vedrebbe minacciata la sua supremazia europea in campo aereospaziale. Il Quai d'orsay interpellato a tal proposito non ha voluto commentare la notizia. Resta il fatto che un Assange più solo e in difficoltà potrebbe non essere meno pericoloso per gli americani i quali sarebbero indotti a pensare che il ciclone Wikileaks non ha ancora fatto i danni peggiori.
Massimiliano Santalucia



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