Silvio vai al voto: se vinci comanda, se perdi scappa
Di Giuseppe Morello
Comunque la si veda non ha precedenti in occidente un premier che va a processo per concussione e prostituzione minorile. I berlusconiani lo trovano scandaloso per l’accanimento dei giudici, gli “anti” lo trovano scandaloso per la morale e la legalità. Inutile addentrarsi per l’ennesima volta in questa disputa, quello che conta è che ora c’è un processo in vista a carico del Presidente del Consiglio.
Oltre all’immagine internazionale (la notizia del rinvio a giudizio ha fatto istantaneamente il giro del mondo), quello che ora fa problema è il governo del paese. Siamo in una situazione di stallo ormai insopportabile: le opposizioni non riescono a smuovere la situazione mentre la maggioranza è solo intenta a difendere il premier, con l’aggravante che da qui al 6 aprile e oltre non si parlerà d’altro. È chiaro: così non si va da nessuna parte. E ora tocca a Berlusconi capire che questa situazione non danneggia solo il paese ma anche lui stesso. Che senso ha continuare così paralizzando la vita politica, col rischio di un declino politico lento ma inesorabile? A questo punto non esiste altra via d’uscita che le elezioni, che anche l’opposizione, sebbene timidamente, ha cominciato a chiedere (in un paese normale le avrebbero chieste sei mesi fa).
Il premier dovrebbe dare uno scatto di reni. Se pensa di avere l’Italia dalla sua parte, chieda il voto per governare e se la giochi fino in fondo, con il vantaggio per altro di presentarsi agli elettori con una coalizione più compatta e senza un Fini o un Casini che intralcino. Se dovesse vincere governerebbe e avrebbe avuto ragione su tutti. Se perdesse, farebbe meglio a tenere l’aereo privato in pista, coi motori accesi e il pieno, pronto a decollare verso Antigua. Perché in quel caso lo farebbero a pezzi.
giuseppe.morello@affaritaliani.it



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