Voglia di cambiamento
Il sentimento è ancora confuso e disomogeneo. Ma una cosa è certa: gli italiani vogliono cambiare. Vogliono voltare pagina. E' il dato chiave che emerge dalle elezioni amministrative che hanno interessato quasi tredici milioni di cittadini. A Milano comanda la Moratti? E io voto Pisapia. A Napoli ha governato il Pd per anni? E io scelgo De Magistris. E nella rossa Bologna la sinistra vince al primo turno per un soffio. Non tanto per la forza dello sfidante di Centrodestra - questa volta addirittura del Carroccio - ma per l'erosione di voti da parte dei grillini. Emblema del cambiamento radicale e dell'antipolitica. Al Nord, poi, si vede nettamente come la Lega vada bene se corre da sola mentre scenda rispetto alle Regionali dell'anno scorso se si presenta in coalizione e soprattutto se appoggia un candidato del Pdl.
Segno anche questo della spinta verso un rinnovamento. Se un significato politico doveva avere questo voto, è stato quello di assestare un primo ma importante colpo all'establishment e alla vecchia politica chiusa nelle sue segrete stanze e inaccessibile ai cittadini. Ora vedremo che cosa accadrà ai ballottaggi di fine mese, con un occhio di riguardo per Milano e Napoli, città da cui potrebbe partire la svolta e il declino del berlusconismo. Ma non per merito del Pd bensì di Sel (Pisapia) e dell'Idv (De Magistris). Due candidati non certo moderati.



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