Riforme/ Violante (Pd) ad Affaritaliani.it: via libera alla mia bozza entro la fine del 2010
"Tutte le cose, tranne il Vangelo, vengono discusse. E' giusto quindi che sia oggetto di una riflessione attenta da parte di tutti. Anche se credo che la base sia quella e le cose da fare siano quelle. Poi certamente si può discutere, aggiungere, correggere e migliorare". Luciano Violante, nuovo responsabile del forum 'Riforma dello Stato' del Partito Democratico, sceglie Affaritaliani.it per la sua prima intervista e per aprire a eventuali modifiche alla bozza che porta il suo nome e sulla quale si è aperto il dibattito tra le forze politiche.
Qual è il suo obiettivo?
"Un regime parlamentare razionalizzato".
In altre parole?
"Un regime parlamentare che non metta il governo in balìa del Parlamento, ma che dia forza all'esecutivo e al presidente del Consiglio. Cosa che fa quel testo".
Lei ha ipotizzato un numero di deputati pari a 512 nella Camera legislativa, con il Senato che diventerebbe federale. Si può scendere ulteriormente?
"Bisogna tener presente che più si scende più aumenta la clausola di sbarramento implicito, cosa che finora nessuno ha evidenziato. Il numero dei parlamentari corrisponde alla capacità di rappresentanza anche delle pieghe del Paese. Sicuramente gli attuali 630 sono troppi, ma si deve stare attenti a non ridurli eccessivamente da far diventare il Parlamento non più rappresentativo".
Qual è il limite sotto il quale non scendere?
"Attorno ai 500 credo che sia il numero giusto. Anche perché il nostro Paese ha 8.000 comuni e 120 province. L'Italia è molto articolata e con grandissime differenze territoriali. La rappresentanza deve tenere presente anche di questi fattori".
Gianfranco Fini ha detto che si potrà approvare la 'bozza Violante' entro pochi mesi. E' ottimista?
"Il problema non è tanto cominciare... quanto finire, perché si è iniziato tante volte con le riforme costituzionali. Spero che la previsione del presidente della Camera si verifichi e che sia condivisa da tutti. Se c'è la volontà di modernizzare davvero il Paese, e renderlo quindi competitivo, si può fare nell'arco di qualche mese. Certamente entro la fine del prossimo anno".
CAUTA APERTURA DEL PDL: SI' ALLA BOZZA VVIOLANTE MA RIVISTA
"Il confronto sulle riforme istituzionali e su quella della giustizia deve fondarsi su basi chiare. La cosiddetta bozza Violante riguarda alcune importanti riforme istituzionali. Essa è interamente condivisibile per ciò che riguarda la riduzione del numero dei parlamentari, richiede qualche approfondimento tecnico-politico per cio' che riguarda il superamento del bicameralismo, vale come titolo ma va innovata per cio' che riguarda i cosiddetti poteri del premier, vista l'impostazione presidenzialista sostenuta dal PdL. Essa va anche accompagnata da una organica riforma dei regolamenti parlamentari". Cauta apertura del capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto dopo le parole di Fini martedì alla Camera perché si lavori, in campo di riforme, sulla bozza Violante.
"Per cio' che riguarda la riforma della giustizia - aggiunge - la legge per l'acquisizione di tempi ragionevoli del processo (non dimentichiamo che il provvedimento in discussione al Senato, considerando anche la fase istruttoria, porta il processo ad una durata intorno agli 8-9 anni) va accompagnata e seguita da riforme di fondo come lo separazione delle carriere, la modifica del modo di elezione del CSM, i rapporti fra PM e polizia giudiziaria, ecc. Mettendo assieme tutti questi elementi si puo' quindi lavorare efficacemente per due riforme organiche, la riforma istituzionale e la riforma della giustizia". Ma se altri riscontri sono positivi ("Condividiamo la via costituzionale che il Presidente della Camera Fini ha indicato chiedendo alle forze politiche di maggioranza e di opposizione di ripartire dalla bozza Violante", ha detto Siegfried Brugger, deputato della SVP), non tutti sono sulla stessa lunghezza d'onda o quantomeno d'accordo su un approccio comune: "E' un errore politico il "confronto" al Senato tra Pd e Pdl sulle riforme istituzionali - ha detto Gavino Angius, Pd -; innanzitutto perché il Pdl vuole l'elezione diretta del premier, che io penso il Pd debba considerare inaccettabile. In secondo luogo perché proprio al Senato, in commissione giustizia, il Pdl vuole imporre il cosiddetto "processo breve" per impedire che si concludano i dibattimenti processuali che riguardano il Presidente del Consiglio. In realta' Berlusconi concepisce le riforme come autodifesa personale, come esaltazione e dilatazione del suo potere politico...Con Berlusconi nessuna riforma che serva all'Italia è possibile".
ECCO CHE COSA PREVEDE LA BOZZA VIOLANTE
La 'bozza Violante' fu approvata dalla commissione Affari Costituzionali della Camera nella precedente legislatura con il solo 'no' del Pdci, l'astensione di Forza Italia e il voto favorevole sia di Berlusconi che Veltroni. Il provvedimento arrivò anche in Aula, ma poi fu fermato perché non si è riusciti a trovare un accordo sul numero dei senatori che si sarebbero dovuti eleggere per ogni regione e provincia.
Poi, con la caduta del governo Prodi, questa proposta di legge fu messa da parte.
La 'bozza Violante' viene definita anche legge “taglia seggi” perché prevede la riduzione dei parlamentari: i deputati passeranno da 630 a 512, mentre i senatori da 315 a 250. Le innovazioni più importanti, però, non riguardano i tagli ai seggi, ma più che altro la bozza prevede la fine del bicameralismo perfetto, con l’abolizione del Senato e la sostituzione al suo posto del Senato Federale della Repubblica.
I senatori non dovranno essere più eletti a suffragio universale, ma dal Consiglio regionale e dal Consiglio delle autonomie locali. In ogni regione, il Consiglio ne eleggerà da un minimo di cinque per le zone meno popolose, ad un massimo di dodici per quelle con oltre i sette milioni di abitanti. Contemporaneamente alla riduzione dei parlamentari si ridurranno anche i poteri legislativi del Senato, poteri che vengono limitati alle materie di competenza generale e ai rapporti col governo. Il nuovo Senato Federale, inoltre non potrà essere sciolto dal capo dello Stato, che vedrà limitato il suo potere di scioglimento alla sola Camera dei Deputati.
Si pone fine al 'bicameralismo perfetto' (doppia approvazione delle Camere), che verrà limitato alle sole leggi costituzionali, mentre per tutte le altre basterà la sola approvazione di una sola. Un altro cambiamento previsto dalla ‘legge taglia seggi’ riguarda l’elettorato passivo: si potrà diventare senatore o deputato a 18 anni invece che, rispettivamente, a 40 e a 25 anni.
Ovviamente la parte che più interessa a Silvio Berlusconi è quella che riguarda i poteri del premier, perché la cosiddetta 'bozza Violante' parte dal presupposto che essi vadano rafforzati. Il capo del governo potrà nominare e revocare i ministri anche da solo, non ci saranno limiti a questo potere: il premier potrà sostituire ministri a sua discrezione. Inoltre la fiducia è accordata non più al governo, bensì al solo presidente del Consiglio, e non più da entrambe le Camere ma solo dalla Camera dei Deputati. Per sfiduciare il presidente del Consiglio occorre una mozione firmata da almeno un terzo dei componenti della Camera (attualmente è di un decimo) e deve essere approvata a maggioranza assoluta.
Si modifica, cercando di limitarla, la procedura per la decretazione d'urgenza.



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