Arabesque/ Il segreto della tomba di Mu'awiya
Di Valentina Zecca
Camminare in una città dalla storia millenaria come Damasco, vuol dire imbattersi in ogni angolo in qualcosa d'inaspettato, che queste antiche viuzze sembrano custodire in segreto da secoli, fino a che un occhio attento non sia capace di svelarne l'esistenza. E' così che un giorno ho incontrato sul mio cammino il segreto della tomba di Mu'awiya. Passavo come ogni giorno, per un vicolo che collega il suq delle spezie alla mia abitazione e d'improvviso ho notato, sbirciando sbadatamente dentro una porticina aperta, una tomba dall'aspetto sontuoso, una di quelle tipiche tombe che contraddistinguono i personaggi famosi della storia dell'Islam.
"Che luogo è questo?" ho domandato a un signore che sostava vicino l'ingresso. "Una moschea". E in effetti, alzando gli occhi ho notato una piccola mezzaluna sul tetto. "E di chi è questa tomba?". "Mu'awiya ibn abi Sufyan". Resto di sasso, di fronte al mio interlocutore. E' possibile che la tomba del fondatore del primo grande impero islamico, l'iniziatore di un prosperoso regno, che designò come capitale Damasco, facendone la fortuna per secoli, sia custodita in un piccolo stanzino di uno stretto vicolo, nascosta agli occhi di tutti? Il motivo in realtà non è di difficile comprensione, per chi conosca un poco la storia dell'Islam, e risale ai primordi di questa religione, quando Muhammad morì senza lasciare eredi alla guida della nascente comunità. E' a causa di discordie sulla successione politica al profeta che nascono i primi scismi nell'Islam, ed è proprio la credenza in una diversa linea di successione che costituisce una prima differenza fondamentale fra l'Islam sunnita e l'Islam sciita.
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