Arabesque/ L'arabo a Damasco? Macché, si parla italiano...
Ogni paese arabofono, tuttavia, possiede un proprio dialetto, cioè una variante dell'arabo grammaticalmente molto più semplice e quindi più vicina alle esigenze di tutti i giorni. I dialetti dei paesi del vicino oriente sono più simili all'arabo classico, che quelli del nord-africa. Per questo Damasco è un'ottima meta per chi desidera studiare questa lingua. E le possibilità di studio sono diverse. La facoltà di lettere dell'Università di Damasco offre corsi intensivi della durata di quattro settimane ciascun livello. Altri istituti (come il Ma'had, The Arabic Teaching Institute for Foreigners, in Mezze) e anche i vari centri culturali europei, offrono corsi meno faticosi e a prezzi più moderati. Sono inoltre molto richieste le lezioni con un insegnante privato, con il quale è possibile seguire un programma personalizzato al costo di 400-500 lire siriane (7-8 euro) l'ora.
La maggiore affinità del dialetto damasceno alla lingua letteraria non significa tuttavia che il passaggio dall'uno all'altra sia così immediato. Come suggeriva il mio primo paragone, l'utilizzo del fusha (la lingua letteraria) per strada, suscita in genere ilarità, o nel peggiore dei casi, incomprensione. Per questo, il rischio che corre uno studente straniero è di praticare la lingua solo nel contesto della lezione, e quando invece si trova per strada, parlare inglese o italiano - ché di italiani quaggiù è pieno, così come non è difficile sentire parlare in italiano la gente del posto-.



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