Arabesque/ L'arabo a Damasco? Macché, si parla italiano...
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Diario dalla Siria. Un viaggio attraverso la cultura, i sapori e gli odori del mondo arabo. Un intinerario che parte dall'Italia per arrivare a Damasco passando dalla Turchia. Le città, la lingua araba, la descrizioni dei suq e degli abili commercianti arabi fino alla deliziosa cucina siriana. Il reportage di Affaritaliani.it da Damasco.
Di Valentina Zecca
Come reagirebbe un italiano se uno studente straniero, venuto in Italia per imparare la lingua, utilizzasse un idioma duecentesco o una lingua letteraria molto più simile alla Divina Commedia, che al linguaggio di tutti i giorni? E' quello che accade quotidianamente per l'arabo con gli studenti stranieri che si recano in nord-africa o nel vicino oriente per apprendere la lingua. Quella che i linguisti chiamano diglossia è il tormentone di tutti gli studenti che per qualche oscuro motivo si sono buttati a capofitto nell'ardita impresa di imparare una lingua tanto diversa come l'arabo.
In parole povere, l'arabo si è conservato nel corso dei secoli come lingua squisitamente letteraria, i cui canoni furono definiti nei primi secoli dell'Islam, per motivi religiosi legati alla trascrizione del Corano. Questa lingua è utilizzata ancora oggi, in campo letterario e in ambito giornalistico - con considerevoli varianti di lessico - ed è anche la lingua che si studia nelle nostre università.

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