I vescovi: "Angustiati per l'Italia. Basta insulti, la rissa blocca il Paese"

Lunedì, 27 settembre 2010 - 17:55:00


Sulle riforme l'Italia "sembra tornare sempre al punto di partenza" e il presidente dei vescovi, card. Angelo Bagnasco ha riaffermato l'urgenza, aprendo il Consiglio permanente, di avviare il "confronto serio e decisivo, quello che non è perdita di tempo, ma ricerca della mediazione più alta e sollecita possibile". "Il Paese - ha detto - non può attardarsi: povero di risorse prime, più di altri deve far conto sull'efficienza del sistema e su una sempre più marcata valorizzazione delle risorse umane".

 "Ai cattolici con doti di mente e di cuore diciamo di buttarsi nell'agone, di investire il loro patrimonio di credibilità, per rendere più credibile tutta la politica", ha continuato il cardinale. "Lasciamo volentieri ai competenti il compito di definire i modi di ingaggio e le regole proprie della convivenza. A noi tocca segnalare come una 'città' la si costruisca tutti insieme, dall'alto e dal basso, in una sfida che non scova alibi nella diserzione altrui. Le maturazioni generali hanno bisogno di avanguardie: ognuno deve interrogarsi se è chiamato a un simile compito".

E' necessario "rimuovere dal costume ecclesiale" il "delitto angosciante" degli abusi su bambini e ragazzi: per questo i vescovi italiani si impegnano a continuare "quell'opera di più esigente discernimento e di rigorosa formazione dei candidati al sacerdozio, di accompagnamento del nostro clero, di decisa vigilanza, di intervento, di sostegno umano e cristiano per tutti". Bagnasco ha ricordato anche le recenti "parole di condanna" espresse dal Papa nel corso della sua visita in Gran Bretagna contro i "crimini inqualificabili" di cui si sono macchiati i preti pedofili e l'aver messo le vittime "al centro delle sue preoccupazioni".

"Il tricolore è ben radicato nel cuore del nostro popolo", ha continuato Bagnasco affrontando il tema del federalismo. "La riforma non deraglierà se potrà incardinarsi in un forte senso di unità e indivisibilità della Nazione. Se non si combinano insieme federalismo e sussidiarietà, ma anche sviluppo e unità nazionale, col superamento di entrambe le sindromi, del vittimismo da una parte e dell'elargizione dall'altra, la sfida - ha spiega il porporato - difficilmente si potrà vincere è l'importante riforma in via di definizione, delicata sotto diversi profili, anche perché irreversibile. Col federalismo cresce lo spessore delle responsabilità da esercitare localmente". La Chiesa farà il possibile per sostenere il federalismo solidale e per evitare l'acuirsi del solco che divide in due il paese, ma "se ciascuna parte non si sforzerà di percepire le fondate preoccupazioni degli altri, e non sarà disposta a farsene ragionevolmente carico - ha concluso - non riusciremo a stringere un nuovo, necessario patto nazionale che ci vincoli moralmente e a un tempo liberi le energie migliori".

"Sul versante della crisi economica - ha detto il presidente della Cei - innegabile è la percezione di una più marcata fragilità, benché talune fasce di popolazione sembrino non essere state toccate dalla crisi. Da queste pure - ha detto - è ragionevole attendersi standard di vita consoni alla condizione generale, e una sensibilità verso le indubbie esigenze della solidarietà".

"Sono in molti a sperare in criteri di maggiore equità soprattutto nei confronti della famiglia, e che si provveda così ad arrestarne l'impoverimento in atto da tempo", Bagnasco ha citato statistiche secondo le quali le coppie italiane "desiderano in media 2,2 figli, mentre ne nascono solo 1,4". Il porporato ha poi citato le parole con le quali il Papa, in un recente discorso, ha "sconsigliato" "iniziative legislative che implichino una rivalutazione di modelli alternativi della vita di coppia e della famiglia".

"La nostra agricoltura ha bisogno di alcuni interventi che la rinforzino, facendola tornare un settore che attrae vocazioni, non le espelle: che il territorio sia lavorato, e da esso si ricavino prodotti di qualità, è interesse generale. Qui si situa la domanda di tracciabilità dei prodotti, attraverso filiere limpide e plausibili, possibilmente più corte".

"Diversi sono stati gli episodi dolorosi in ambito sanitario, con vittime innocenti e famiglie disperate. Trovare la morte per negligenza o inadeguatezza là dove si va per nascere o ricevere cure, è uno spregio non tollerabile, che offusca la dedizione di tanti professionisti".

Il problema dei precari nella scuola "andrà risolto su vie di giustizia e solidarietà, prendendo tutti coscienza che meditate regole di sistema devono nel futuro impedire il riprodursi di situazioni problematiche e dolorose". "Su tutto, però - ha detto Bagnasco - è la dignità della scuola-istituzione che va salvata per ciò che, a cascata, ne deriva". "Ci sono potenzialità inespresse - ha spiegato ancora - che vanno sprigionate, al fine di realizzare una concreta libertà di educazione da parte delle famiglie, garanzia a sua volta di autentica qualità, consolidando in una logica anti-sprechi la rete di scuole e tradizioni educative di cui è ricco il nostro territorio".

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