Versace (Gruppo Misto) ad Affaritaliani.it: "Berlusconi ha fallito. Ora tocca a Monti, Passera e..."

"Mario Monti è una persona straordinaria e negli anni che è stato a Bruxelles ha dimostrato davvero di essere super-Mario". Santo Versace, deputato del Gruppo Misto dopo essere fuoriuscito del Pdl in polemica con Berlusconi, intervistato dal direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino, vede nell'ex commissario europeo la persona in grado di rilanciare il Paese anche se servirebbe un'azione comune tra "i cittadini che lavorano e le aziende". Promossi anche Passera, Profumo e Montezemolo. Berlusconi? "Ho accettato di candidarmi nel Pdl perché si parlava di riduzione della pressione fiscale, di riduzione della burocrazia e di spinta allo sviluppo. Tutto questo non l'ho visto".
Che cosa si aspetta dalla politica per rilanciare le imprese?
"Se aspettassimo la politica, visto come gestisce il Paese, andremmo indietro come i gamberi".
Lei ha definito i politici dei malfattori e lo ha denunciato anche in Parlamento…
"Quando ho parlato di Stato malfattore mi riferivo all'eccessiva pressione fiscale che impedisce alle aziende di crescere. E poi c'è una corruzione dilagante: secondo la Corte dei Conti all'interno e attorno alle istituzioni la corruzione supera i 60 miliardi di euro all'anno. Si può affermare che il debito pubblico italiano sia figlio della corruzione".
Come considera la sua esperienza al Parlamento?
"Enormemente positiva, perché significa conoscere dal di dentro i meccanismi. Mi spiace che non si sia riuscito ad incidere in questi anni sui fattori negativi che frenano il nostro straordinario Paese. Con una classe politica adeguata potremmo essere il primo Paese manifatturiero del mondo e non il secondo come siamo attualmente".
Non doveva essere Berlusconi l'uomo del rilancio?
"Ho accettato di candidarmi nel Pdl perché si parlava di riduzione della pressione fiscale, di riduzione della burocrazia e di spinta allo sviluppo. Tutto questo non l'ho visto. La crisi poteva essere una grande opportunità ed è invece diventato un freno".
Che cosa farà nel gruppo misto?
"Rispetterò gli impegni coi cittadini e lavorerò per loro. Ho sempre voluto non essere di parte ma trasversale in modo da lavorare per i cittadini".
Sulla corruzione lei non fa differenza tra destra e sinistra…
"Il debito pubblico italiano nasce dalla corruzione che riguarda tutto l'arco costituzionale visto che tre anni fa governava il Centrosinistra".
Esiste il demiurgo capace di risollevare il Paese?
"Il problema riguarda l'insieme, i cittadini che lavorano e le aziende. Gli imprenditori devono guardare alla politica con attenzione in m odo che la politica ritorni ad vere la P maiuscola".
Montezemolo può prendere in mano la situazione?
"E' un grande manager, ma accanto a lui ne metterei tanti altri, Mario Monti ad esempio è un persona straordinaria e negli anni che è stato a Bruxelles ha dimostrato davvero di essere super-Mario. Poi Corrado Passera, che ha ristrutturato le Poste senza problemi né un'ora di sciopero... poi Profumo...ma ce ne sono tanti. Il Paese è ricco di talenti e l'importante è che non abbiano conflitti d'interessi".
Ne ha parlato con Berlusconi?
"La mia decisone di lasciare il Pdl nasce proprio dal fatto di non essere stato ascoltato. Ma ora è il momento di parlare del futuro".
CLAMOROSO ATTO D'ACCUSA AL PAESE DI ANDREA GUERRA, CEO DI LUXOTTICA: "IN ITALIA HA VINTO LA RENDITA E HA PERSO IL RISCHIO"
"In Italia la politica della rendita ha vinto sulla politica del rischio, speriamo che sia solo una battaglia persa e che possiamo tornare a fare grande il nostro Paese all'estero, almeno nel nostro mondo". Questa la clamorosa accusa di Andrea Guerra, Ceo di Luxottica, durante il suo intervento al convegno di Altagamma. "Siamo in un mondo in cui la media non esiste più. Esistono delle aziende che vanno straordinariamente bene o straordinariamente male", spiega Guerra, che difende la necessità di aprirsi all'estero: "Noi facciamo il 96% del nostro fatturato all'estero e facciamo il 60% della produzione in Italia. C'è la necessità di essere pionieri negli altri paesi".
INTERVISTA A BRUNELLO CUCINELLI
"Serve un nuovo umanesimo. Puntiamo sui giovani: con loro si vince", dice Brunello Cucinelli ad Affari. "Dobbiamo investire fortemente nella manualità e nell'artigianalità per ridare dignità economica e morale al lavoro. Oggi come oggi, purtroppo è difficile che un giovane possa venire a lavorare in fabbrica e svolgere mansioni artigianali". Secondo Cucinelli in Italia si è fatto l'errore di dimenticare i lavoratori: "Nel nostro Paese ci sono tante persone perbene che lavorano seriamente. La politica, la famiglia e la religione devono rimproverarsi per aver tolto il rispetto alla gente che lavora". Per il futuro leader del nostro Paese esprime un desiderio: "Io stimo molto Luca di Montezemolo ma chiunque esso sia dovrà seguire con rispetto i grandi ideali dell'uomo". Ma secondo Cucinelli i segnali positivi ci sono, e ancora una volta arrivano dai giovani, dagli indgnati scesi in piazza in questi giorni: "Io ho vissuto il '68 e il '69 e con grande piacere vedo che i ragazzi sono tornati a discutere tra loro sui temi importanti".


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