Veronica ha deciso di fare scandalo, noi siamo i poveri spettatori
Di Giuseppe Morello
Confesso che provo un certo fastidio per il modo in cui tutti noi siamo stati trascinati a forza nel divorzio Berlusconi-Lario, che alla fine resta una vicenda privata. Non è accaduto perché Berlusconi è un personaggio pubblico e nemmeno per i temi che solleva, ma è accaduto perché Veronica Lario ha voluto così. Fuorviati dalle apparenti implicazioni politiche e morali della vicenda (manco fossimo negli Usa), dimentichiamo che siamo di fronte a un divorzio che, come tutte le separazioni, specie se uno dei due coniugi ha un discreto patrimonio, sono anche una guerra di nervi e di strategie.
E Veronica Lario ha fatto una scelta tattica molto precisa (probabilmente concordata con il suo avvocato), cioè quello di mettere in piazza la sua separazione, di farne “scandalo”, chiamando tutti noi a partecipare da spettatori alla sua battaglia. Così si spiega la singolare scelta, come ha detto lei stessa, “di fare come le persone normali”, solo che le persone normali non fanno sapere al coniuge che intendono divorziare sulle pagine di Repubblica.
Dal suo punto di vista può trattarsi di una tattica giusta nel timore di essere schiacciata dal marito, dal quale intende difendersi facendo rumore, creando clamore, tanto che Berlusconi simmetricamente sta sforzandosi di ridimensionarla a questione privata. Le veline e i gusti del premier sono contorno non perché non importanti, ma perché si sapeva già tutto e ciascuno da tempo ha potuto farsi la sua opinione.
Come con quelli che parlano ad alta voce al telefono in treno obbligandoti a farti gli affari loro, siamo stati chiamati a partecipare da testimoni inconsapevoli a un divorzio. Ma sinceramente ne avremmo fatto volentieri a meno.



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