Colombia e Venezuela sono ai ferri corti
Colombia e Venezuela sono ai ferri corti. Dopo l'annuncio di Hugo Chavez che ha rotto le relazioni diplomatiche con Bogotà e ha dichiarato il "massimo stato di allerta" delle forze armate ai confini, è arrivata la risposta ironica della presidenza colombiana, che ha osservato come Caracas abbia rotto le relazioni con Bogotà, ma non con le Farc. 
Alla base del conflitto le dichiarazioni dell'ambasciatore colombiano Luis Alfonso Hoyos, che davanti all'Organizzazione degli Stati americani ha ribadito che 1500 guerriglieri delle Farc e alcuni capi della guerriglia colombiana, cinque alti dirigenti delle Farc e dell'Eln, si nascondono in Venezuela.
Chavez, che ieri dato 72 ore di tempo all'ambasciatore colombiano a Caracas per lasciare il Paese, ha definito una "aggressione" la denuncia della Colombia. "Non avevamo altra scelta - ha detto Chavez - per preservare la nostra dignità, che rompere totalmente le nostre relazioni con la sorella Colombia".
"Caracas - ha risposto il vicepresidente colombiano Francisco Santos - ha rotto le relazioni con la Colombia ma non lo ha tatto con le Farc". Il presidente uscente Alvaro Uribe (lascerà ad agosto) si è incontrato con diversi ministri, il suo vice, l'ambasciatore in Venezuela Maria Luisa Chiappe e il Procuratore generale della Nazione Guillermo Mendoza, ma non ha ancora commentato la misura adottata dal suo collega di Caracas. Bogotà ha comunque scartato l'ipotesi di ammassare truppe al confine.
Mendoza ha riferito che il suo ufficio sta valutando l'ipotesi di una denuncia contro il governo venezuelano davanti alla giustizia internazionale. Chavez ha anche annunciato prossime nuove misure come ad esempio la sospensione dei voli tra i Paesi. Il presidente venezuelano ha convocato una riunione di emergenza del consiglio di Difesa, mentre il suo governo ha chiesto all'Ecuador, che detiene la presidenza temporanea dell'Unasur, di convocare una riunione ministeriale di "emergenza" del gruppo dei 12 Paesi dell'area sudamericana.
Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha invitato i governi dei due Paesi ad "evitare un escalation di tensione" e a risolvere il contenzioso attraverso il dialogo. La crisi è seguita con preoccupazione dai vicini governi latinoamericani. Luiz Lula da Silva ha telefonato a Chavez e i due leader hanno concordato di affrontare il problema nella visita del presidente brasiliano a Caracas, prevista per il 6 agosto. Chavez ha avuto colloqui telefonici anche con i presidenti di Argentina ed Ecuador. Il presidente boliviano Evo Morales si è schierato in sua difesa, definendo il leader colombiano un "lacchè dell'imperialismo".
Non è la prima volta che Venezuela e Colombia sono ai ferri stretti: nel 2008 Chavez aveva schierato le sue truppe al confine dopo il bombardamento di una postazione delle Farc in Ecuador, alleato di Caracas, che era costato al vita a 25 uomini tra cui il numero due dei guerriglieri.



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