Venezuela, vittoria amara per Hugo Chàvez
Da oggi, al Parlamento di Caracas Hugo Chàvez dovra' fare i conti con un Parlamento nettamente diverso da quello passato: alle elezioni legislative, il partito socialista del presidente ha perso la maggioranza dei due terzi, che gli avrebbe lasciato mani libere, ottenendo 95 deputati, su un totale di 165, di fronte ad un'agguerrita opposizione, che ha cantato vittoria grazie a un consistente 'bottino' di 64 parlamentari.
Chàvez mantiene in sostanza una maggioranza semplice, ma perde quella schiacciante di cui ha beneficiato negli ultimi cinque anni, e che gli permetteva di far passare le leggi e riforme socialiste piu' rilevanti, oltre a designare senza problemi i poteri e le istituzioni chiavi dello Stato.
Il leader 'bolivariano' puntava in altre parole ad avere 110 deputati per approfondire il suo socialismo 'alla' venezuelana, progetto che ora trovera' pero' un ostacolo nel gruppone 'anti-chavista'.
La Mesa de unidad democratica (Mud) ha infatti fatto festa per il risultato, dimenticando le proprie profonde differenze ideologiche, visto che ospita sia partiti della destra sia della sinistra moderata: tutti uniti da un unico desiderio, e cioe' porre fine al lungo 'regno' (quasi 12 anni) del potere 'chavista'.
Il portavoce del Mud hanno tra l'altro detto di aver raggiunto il 52% del voto popolare. Anche se manca una conferma ufficiale, e' probabile che si sia avverato uno degli scenari previsti in questi giorni, il fatto cio' che i voti andati all'anti-chavismo abbiano superato quelli raccolti dai candidati targati Chàvez, anche se e' stato proprio il Psuv ad avere un numero di seggi piu' alto.
Cio' a causa dell'ingegneria elettorale introdotta a gennaio dal Parlamento controllato dal presidente, meccanismo per il quale gli stati del paese meno popolati, in mano a Chàvez, hanno di fatto diritto ad essere rappresentati quanto quelli piú abitati, dove a prevalere è invece l'anti-chavismo.
In un modo o in un altro, il risultato del voto di ieri - che ha avuto una consistente affluenza, il 66,45% - pare segnare la fine di una lunga fase politica del modello 'bolivariano' promosso da Chàvez, che ora non potra' piu' contare sugli assegni in bianco che gli giungevano in modo ininterrotto e senza intoppi dalla 'Asamblea popular'.
A Caracas il voto di ieri segna quindi una sorta di rinascita della 'oposicion': la quale puo' cosi' tra l'altro dimenticare le tensioni e l'angoscia passate durante la nottata dopo la chiusura dei voti, prima che il Consiglio elettorale nazionale si decidesse, dopo ore e ore di ritardo, a rendere noto l'esito di un voto che cambia la mappa della politica venezuelana.



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