Da Miss Italia alla Regione Veneto. Il Pdl schiera la sexy Chiara
Più che una poltrona, dovrebbe esserci in palio un divano. Tantissimi sono infatti i candidati che si accalcano per entrare nel listino del presidente alle elezioni di marzo in Veneto. Ma anche qui i posti si dividono tra serie A e serie B. I primi, sei, o meglio cinque (il primo infatti è assegnato al Governatore - Luca Zaia, stando almeno a tutti i sondaggi), sono blindati: si passa qualunque risultato, tanto o poco, faccia la coalizione vincente. Poi ci sono altri sei posti sicuri se la coalizione resta sotto il 55 per cento. Qui, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, dovrebbe finire - in quota Popolo della Libertà - Chiara Sgarbossa.
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Padovana, miss Veneto e finalista a miss Italia 2003, nonché già meteorina di Emilio Fede, era finita lo scorso anno nel tritacarne elettorale defenestrata dalle liste elettorali del Pdl sia alle Europee (dopo che aveva firmato l’accettazione davanti al notaio) che alle Provinciali. Erano i giorni della rottura tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario. E adesso torna alla grande... "Non ne so nulla - commenta la diretta interessata - i primi sei posti sono inaccessibili, gli altri inutili, quindi lo escludo. Tanto più che non ritengo di avere sufficiente esperienza: misurarmi in prima linea sarebbe fare il passo più lungo della gamba. La candidatura alle Europee era di facciata, dovevo contribuire a rinnovare l’immagine del partito, oltre a portare avanti la rappresentanza femminile. Ma mai avrei pensato di arrivare a Bruxelles. Parliamoci chiaro: il mio posto era alle Provinciali, l’ente più adatto per cominciare a fare esperienza. Invece la storia è stata montata e io sono passata per la bella addormentata".
Ma c’è un altro nome, destinato, questo sì, ai primi sei posti del listino, a far discutere: si tratta del veronese Niko Cordioli, presidente dell’Arav, l’associazione che riunisce tutte le aziende territoriali del Veneto. A lui spetterebbe uno dei due posti destinati a Forza Italia, in particolare quello in quota a Giancarlo Galan. Uno scenario che esclude Tiziano Zigiotto, per 15 anni uomo di fiducia del presidente uscente.
L’altro posto in quota Fi toccherà invece ad un azzurro della sfumatura Sacconi-Brancher, mentre il posto destinato ad An è per il capogruppo uscente Piergiorgio Cortelazzo. Tra i posti blindati, infine, uno è destinato ad un leghista, forse un rodigino, in modo tale da garantire rappresentanza ad un territorio che fatica ad esprimere consiglieri regionali, mentre l’altro spetta a un esponente di un partito minore che completa la coalizione di Centrodestra. In questo senso, i rumors annunciano il passaggio di Iles Braghetto, esponente padovano dell’Udc ai Popolari e Liberali di Giovanardi e, da lì, direttamente nel listino. Nel proporzionale, infine, sono previsti una serie di derby ad eliminazione diretta: Bond-De Bona a Belluno e Marangon-Coppola a Rovigo. A questi, si dice, potrebbe aggiungersi anche lo scontro Teso-Tesserin per strappare quello che potrebbe essere l’unico posto disponibile assieme a Chisso nel Veneziano.



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