Il crescendo rossiniano di Nichi Vendola si può fermare al matrimonio gay
Di Angelo Maria Perrino
Già questo si capisce, ma qual è la sua forza, la sua specificità, il suo lievito? "Un modo nuovo di rappresentare la politica, fatto non di lustrini e immagine ma della possibilità di trascinare su un terreno meno burocratico e attendista il popolo di sinistra. C'è un quaranta per cento di persone (che in passato non superavano il 20-25-30) che si ritraggono, non accettano lo schema destra-sinistra. Un 40 per cento che è in attesa di qualcosa di nuovo, fermo il centrosinistra e avendo il centrodestra esaurito la fase iniziale della rottura degli schemi. Già questo modo inusuale di proporsi è un elemento importante. Esce dal trito centro-destra-centrosinistra, che non serve più a interpretare la società.
Vendola parla dei problemi della gente, parla di affetti e sentimenti, rimette coi piedi per terra la politica. Non si fa inquadrare. E' di sinistra, ma integra elementi di altre culture. Rappresenta una politica umanizzata e scarta i luoghi comuni del centrodestra e del centrosinistra, poli che non tengono". Viene in mente un periodo analogo del passato: "E' come il '90-91, ai tempi del Pentapartito. Andava avanti, ma era logoro. Poi arrivò la Lega che gli impedì alle elezioni la maggioranza assoluta. E iniziò lo sfaldamento. Anche ora i due poli sono logori, non credibili. E si premia qualcosa di nuovo".
E' troppo estremista, l'uomo con l'orecchino? "Non è un estremista. Definisce schiavista Marchionne, ma non salta sulle barricate lanciando l'occupazione della fabbrica. Usa la parola schiavista, ma sa che siamo in una società di mercato con cui bisogna fare i conti. Possiede gli strumenti culturali per una lettura convincente della realtà, non è incasellato. Certo poi dovrà fare una proposta complessiva. E lì si vedrà meglio se può arrivare in fondo. Ma, lo ripeto, quel che deprime l'Italia è il sistema bloccato in posizioni stereotipate, centrodestra contro centrosinistra, i quali non interpretano il Paese, non escono dai loro schemi e insistono con le risse e i litigi degli ex An contro ex Fi da una parte, e gli ex Ds contro ex Margherita dall'altra.
Vendola dà idea di saper federare. Parte da sinistra ma ingloba i Verdi, forse i cocci della sinistra radicale, pesca nel Pd, ma anche nell'Italia dei Valori che soffre di una lettura molto parziale della società, tutta giocata sul tema della legalità. E condisce il tutto con un'importante esperienza di governo regionale, dalla quale si coglie che egli non è uomo di Montecitorio e di buvette. Mette le mani, si è scontrato e ha superato problemi di politica sporca, quando la sua giunta, con Frisullo, è stata toccata penalmente. E ne è venuto fuori. Ha avuto punti di contatto indiretto col malaffare ma ne è uscito indenne. Il resto è da scoprire. Sta godendo di una situazione favorevole essendo assenti i competitor. Nei sondaggi viaggia col vento in poppa anche se probabilmente è sovrastimato. Ma c'è, è sceso in campo, ha capito che è una partita che si può giocare. E cresce, continuamente, sin da dopo le Regionali. Gli ha giovato lo scontro preelettorale in Puglia. Lì si è affermato e ha inflitto una sconfitta politica e mediatica al Pd. Ha vinto le primarie e poi ha vinto le elezioni.
E ora mediaticamente è diventato l'Obama italiano. Ha capito che si può fare. E ha vinto per la seconda volta, in Puglia. E ora si è fatto conoscere a livello nazionale. Ha cominciato a essere visto. Il Pd è uscito malconcio dalle Regionali, mentre lui è emerso dal torpore depressivo del Pd come personaggio nuovo che può rimescolare le carte. Si è buttato sottraendosi al rischio di restare un vincente locale, come Formigoni che non è mai riuscito a smarcarsi dal governatorato lombardo. Ha scelto bene i tempi. Ora su di lui si fanno molti giochi, da Veltroni a Calearo. Pesca a sinistra, nel Pd, nell'Idv e in quelli che stanno a guardare. In Puglia non ha preso i voti cattolici. E lì è un terreno da arare. Deve trovare l'equilibrio. Sosterrà il matrimonio gay? La Chiesa, che ha già rotto ai tempi di Prodi, su questo non può fare sconti. Anche con Prodi si trovava su tutto. Ma sull'autonomia, che Prodi auspicava, è arrivato lo stop. Questa non è la Chiesa povera e umile, questa è la Chiesa con l'elmetto, una Chiesa fatta per Silvio Berlusconi".



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