Vendola: "Cento scioperi generali contro la manovra"
"Una manovra irresponsabile e dilettantesca, che mira a dare l'impressione di una disciplinata obbedienza a Bruxelles, ma che in realta'e' una devastazione senza precedenti dei servizi sociali e dei diritti del lavoro. Vogliono intestare a sindaci e presidenti di Regione la responsabilita' del tracollo del welfare". Nichi Vendola, presidente di Sinistra ecologia liberta', esprime il proprio netto giudizio negativo contro le ricette anti-crisi di Berlusconi e Tremonti. "La verita' - prosegue il leader di Sel - e' che il sangue piu' che dal cuore del presidente del Consiglio si tirera' fuori dalle vene degli italiani meno ricchi. Per superare la crisi bisogna capirne le radici negli ultimi 25 anni un pezzo enorme di ricchezza e' stato tolto al lavoro e offerto ai riti sacri del liberismo. E ora che questo turbocapitalismo si schianta, la destra pensa di uscirne colpendo nuovamente il lavoro? Di fronte a questa deriva - insiste Vendola - serve non uno, ma cento scioperi generali. Se la politica non mette in campo un'alternativa ci saranno processi di insubordinazione figli di una societa' della precarieta' e della disperazione. Il nostro compito oggi e' organizzare una grande ribellione democratica. Senza questa, si rischia un diffuso ribellismo". 
A Berlusconi "interessa solo sopravvivere" per questa ragione al Pd "interessa discutere con Alfano e Maroni. Con loro e non con Berlusconi che uccide il Paese". Il vice segretario del Pd, Enrico Letta, ripropone in un'intervista all'"Avvenire" la necessita' di un drastico cambio di rotta nel governo, esigenza rafforzata dal contenuto della manovra aggiuntiva. Il vice segretario del Pd e' convinto che un "patto Bersani, Casini, Alfano e Maroni puo' dare prospettiva all'Italia". "Noi -aggiunge- siamo pronti a sederci a un tavolo, senza idee preconcette (...) ma una cosa deve essere chiara: stiano attenti a non sprecare l'occasione, perche' sarebbero corresponsabili anche loro del disastro". Il "patto" di cui parla il vice segretario del Pd, dovrebbe durare 20 mesi, fino al 2013 per "strappare il Paese dal pantano. Poi ognuno andra' per la sua strada, ma l'Italia avra' un sistema politico ricostruito". Letta e' convinto che nel Pdl "stanno riflettendo sui limiti del premier, sui suoi egoismi, sulle sue ossessioni. Anche nel centro destra c'e' chi si sta interrogando. Questa non e' una manovra, e' una toppa. Cosi', a ottobre, siamo di nuovo al tappeto".
"Va dato atto al governo di essere uscito dalle secche con un documento formale. Ora chiediamo di non mettere la fiducia e di evitare di trattare i parlamentari come macchinette, buone solo ad alzare la mano per votare. Auspichiamo un dibattito vero. Noi, invece, abbiamo il dovere di proporre un'alternativa, evitando di dire sempre e soltanto di no". Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un'intervista rilasciata al quotidiano "Il Tempo". Nella manovra ci sono provvedimenti positivi da cui puo' partire il confronto? "E' la vecchia questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. C'e' il taglio delle province, ma solo di una parte. Bisogna abolirle tutte". "Se servivano soldi -aggiunge il leader dell'Idv, riferendosi ai 'beneficiati' dallo scudo fiscale- si poteva far pagare il contributo di solidarieta' a quelli che hanno riportato i soldi in Italia grazie allo scudo fiscale, un vero riciclaggio di Stato. Poi bisognava intervenire sull'evasione fiscale in modo netto, e' un'operazione fondamentale, invece non se ne parla nemmeno in una riga. Inoltre le regioni vanno accorpate, penso, giusto per fare un esempio, all'Abruzzo e al Molise. Altra cosa: riduciamo i finanziamenti ai partiti. Ma la vera rivoluzione sarebbe nelle liberalizzazioni e nelle privatizzazioni, che invece mancano nella manovra". In Parlamento, secondo Di Pietro, l'opposzione dovra' fare fronte comune. e presentare congiuntamente ricette alternative. "Ho letto con attenzione le proposte del Pd e dell'Udc. Dovremmo fare come i sindacati e Confindustria, la Camusso e la Marcegaglia insieme: sederci allo stesso tavolo e elaborare un pacchetto unitario di modifiche per cercare di migliorare questa manovra in Parlamento. Noi siamo pronti. Ora chiediamo alla maggioranza di lavorare seriamente".



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