La reazione ridicola alla sfida di Vendola
Di Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd Comune di Milano
Trovo la reazione di una parte (mi auguro minoritaria) del gruppo dirigente nazionale del PD relativamente all'ipotetica candidatura a premier di Nichi Vendola un po', come dire, ridicola. Non si capisce infatti perché Vendola non possa dirsi pronto a fare il leader del Centrosinistra.
Cioè: dov'è il problema?
Esistono le primarie, si faranno prima o poi (speriamo prima: vorrebbe dire che il Paese avrebbe di fronte lo scioglimento del Parlamento, che è tra tutte l'ipotesi quella che preferisco) e lì si sceglierà.
Il PD magari avrà un proprio candidato e si batterà, largamente favorito, fino allo spasimo per farlo vincere in modo da definire il "leader" alla guida della ricostruzione - sociale, culturale, civile - nazionale.
E dunque quale sarebbe la colpa di Vendola, di cui non prendo le parti ma che considero una risorsa utilissima in questa stagione dalle passioni deboli e dalle insidie forti?
C'è una cosa impressionante che contraddistingue i diversi soggetti della variegata e post-secolare sinistra italiana : l'illusione che gli altri non esistano. E' il frutto di una visione autoreferenziale che va messa a freno.
Perché chi si guarda l'ombelico non riesce ad andare alla ricerca del mondo.



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