Il ciclone Vendola si abbatte sul Pd. Affari svela i piani segreti di Nichi
Il Partito Democratico lancia l'allarme Vendola. Dalle pagine del quotidiano Europa emerge il terrore per il terremoto che il leader di Sel potrebbe rappresentare: "Non vorremmo che Nichi Vendola pensasse di lanciare in tutte le città dove si andrà al voto l'Opa che legittimamente gioca a Roma", scrive Mario Lavia nell'editoriale di prima pagina. L'uomo che terrorizza bersaniani e veltroniani, più che leader votato a "ricostruire la sinistra italiana", viene definito come un "Pierino che spacca i vetri giusto per vedere l'effetto che fa, utilizzando il refolo della popolarità alla caccia di consensi per sé e per la battaglia romana ostile al Pd e non per la causa generale, quella del buon governo delle metropoli e della rivincita del centrosinistra". 
La strategia di Sinistra e Libertà viene confermata ad Affaritaliani.it da fonti vicine al partito. Che rivelano l'entusiasmo serpeggiante tra gli uomini di Vendola, il quale, tutto sommato, nemmeno fa mistero più di tanto delle sue mosse. Il suo obiettivo è espugnare città dopo città, presentando in ognuna un proprio candidato alle primarie, e poi lanciare la tanto temuta Opa nazionale. Dopo la recente 'presa' di Milano, l'attacco sarà sferrato in capoluoghi nevralgici come Torino, Bologna, Napoli e poi approderà nella Capitale.
Cominciamo da Torino, al centro della scena proprio negli ultimi giorni. "Perché Profumo sì e Fassino no?", si chiedono i democratici su Europa. Ma, a ben guardare, l'appoggio dato al rettore del Politecnico non era poi così convinto: sembrava più che altro un 'vediamo' con l'obiettivo di temporeggiare, non avendo un valido candidato da giocare in alternativa. Diversa adesso la situazione: dare del filo da torcere a Fassino è più facile perché il ledare del Pd è sì torinese, ma in città è visto più che altro come un funzionario di partito. Nomi di Sel all'orizzonte, però, non se ne vedono e non è escluso che alla fine sarà appoggiato Fassino.
La situazione più chiara in assoluto è quella di Bologna. Qui Sinistra e Libertà ha battuto sul tempo il Pd, che resta alla finestra a guardare: Vendola punta tutto su una candidatura forte come quella di Amelia Frascaroli e sfrutta il ritardo dell'avversario per darle la massima visibilità. La Frascaroli è una rappresentante dell'ala del cattolicesimo democratico, che sembra piacere anche agli uomini di Prodi: i due hanno entrambi militato nel mondo dell'associazionismo cittadino. E le ottime prospettive sono già confermate dai pre-sondaggi.
Napoli riserva la sopresa maggiore. Non c'è nessuna candidatura ufficiale, ma c'è un rappresentante di Sel molto attivo, Gennaro Migliore, storico leader della Sinistra partenopea e ora uomo di Vendola, di cui fa un po' il 'Ministro degli Esteri'. Ma l'importanza della città nella strategia complessiva di Sinistra e Libertà emerge da altro. Se si guarda in controluce l'attivismo mostrato sull'emergenza spazzatura, si intuisce che tanto interessamento proprio così disinteressato non è. Se la Puglia si prende i rifiuti dei 'vicini', alle primarie questa sarà una carta da giocare.
Di fronte a questa strategia pianificata, come sta messo il Pd? Annaspa alla ricerca di un candidato alle primarie nazionali da contrapporre al travolgente Governatore della Puglia. D'Alema non vorrebbe candidare Bersani - dicono i beninformati -, lo considera debole in confronto a Vendola, ma non ha alternative da proporre e Bersani resta pur sempre il segretario del partito.
A rimarcare la debolezza di D'Alema in questo momento c'è anche il caso di Nicola Latorre. Il vicepresidente del gruppo dei senatori del Partito Democratico vuole rifondare il Pd insieme a Vendola. Un progetto che arriva come una bomba: vuol dire che non è più un dalemiano, si è staccato dal suo stesso mentore. E così il debole D'Alema viene abbandonato persino dai collaboratori più stretti.



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