Vendola vuole entrare nel Pse. Ma la svolta moderata spacca Sel

Lunedì, 23 gennaio 2012 - 15:41:00


 

nichi vendola

L'assemblea nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà non ha sciolto i nodi di un partito che secondo i sondaggi più recenti oscilla tra il 6 e l'8 per cento. Il tema più scottante è sicuramente quello delle alleanze in vista delle prossime Politiche, una questione  che a cascata si riflette sulle primarie. Poi c'è il nodo della collocazione europea a mettere in fibrillazione i vendoliani. Non ultimo si è aperto il caso Bertinotti, padre politico di Vendola, che negli ultimi tempi si è allontanato dal suo delfino.

Partiamo dalle alleanze : l'asse con Di Pietro è solido tanto che Vendola ha annunciato che giovedì i due leader faranno insieme una conferenza stampa per ribadire l'intesa tra i due partiti e rilanciare così l'alleanza sancita dalla foto di Vasto. Alleanza che in a seconda di come cambierà il quadro politica da qui al 2013 potrebbe allargarsi ad altri soggetti Terzo Polo compreso. Più complicato il rapporto col Pd.  Vendola spera  che nei Democratici prevalga l'ala più propensa a un'alleanza con Sel e confidano  che le posizioni degli ex popolari, su tutte quella di Fioroni, e dei veltroniani, i cosiddetti Modem, non abbiano la meglio. Proprio il leader dei popolari, Giuseppe Fioroni, con un'intervista ad Affaritaliani.it, ha invitato Bersani ad  avere più coraggio e a stracciare la foto di Vasto.  Ma non solo l'alleanza a destra tormenta i vendoliani. A sinistra i vari partiti comunisti racchiusi nella Federazione della sinistra continuano a lanciare appelli a Sel affinché accetti di dare vita a un'unione delle forze della  sinistra radicale. Una richiesta che Sel ha più di una volta rispedito al mittente. Il motivo come confida un fonte interna di Sel ad Affaritaliani.it è semplice:  "Sinistra Ecologia e Libertà non vuole dar vita alla coalizione delle opposizioni ma intende creare un polo capace di proporsi al governo del Paese.  Quando il leader della Federazione delle sinistre  Ferrero riterrà utile  non solo opporsi ma anche pensare ad un'alternativa di governo le cose potranno cambiare".

Primarie: qualora venisse confermata l'alleanza con l'Idv e il Pd le primarie sarebbero sicure. Almeno così la pensano i vendoliani che considerano le primarie inserite ormai al dna della coalizione: le consultazioni si faranno e Vendola, come dimostrano i casi di Rieti, dove ha vinto il candidato di Sel e Lecce, dove il candidato di Sel ha superato abbondantemente il 40%, ha tutte le carte in regola per battere Bersani.

Collocazione europea: non è un mistero che i maggiorenti del partito stiano lavorando affinché Sel entri nella grande famiglia del socialismo europeo. La confluenza nel Pse è dunque più di un'ipotesi. Contro questa eventualità si schiera la parte più a sinistra del partito, quella cioè più legata al passato comunista. Ma anche in questo caso la strada sembra tracciata e la svolta moderata di Vendola porta in questa direzione.

Caso Bertinotti: l'ex presidente della Camera da tempo tace su Sel e Vendola in particolare. Ma non è un mistero che tra lui e il suo delfino i rapporti non siano più idilliaci. Ad allontanare i due c'è la diversità di vedute sul governo Monti. Per Bertinotti il giudizio è fortemente negativo, come dimostra l'intervista rilasciata d Affaritaliani.it prima di Natale. Più morbido Vendola che non può sparare a zero sul premier per non compromettere i rapporti col Pd che ne sostiene l'azione. Poi c'è stata la questione del referendum elettorale per cambiare il Porcellum (i cui quesiti sono stati rigettati dalla Corte Costituzionale) che Vendola ha sostenuto con convinzione raccogliendo personalmente le firme. Referendum a cui il subcomandante Fausto si è opposto senza se e senza ma.

Daniele Riosa
 



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