C'è da innamorarsi di Nichi Vendola
Di Angelo Maria Perrino
C'è da innamorarsi di Nichi Vendola. Da restare politicamente affascinati dal suo progetto di Sinistra e Libertà: "Non un partito, ma un partire", scherza con le parole, come ama fare da appassionato filologo ("bisogna giocare con le parole per evitare che le parole giochino te"). C'è da guardare con attenzione alla sua idea di portare dentro questa "sinistra schiantata", che "vive di piccole storie" le "differenze da vivere come un dono". C'è da seguire il percorso di questo cinquantenne barese iscritto sin da giovanissimo alla FGCI e al Partito Comunista Italiano, laureato in lettere con una tesi su Pier Paolo Pasolini, poeta egli stesso ed ex giornalista dell'Unità. Per l'argomentare efficace ma anche forbito di questo ex parlamentare Ds dichiaratamente gay ma di formazione cattolica, promotore e fondatore dell'associazione Arcigay e della Lega italiana per la lotta contro l'AIDS (Lila). Di quest'uomo diverso (ora porta una fedina oltre che sull'orecchio anche sul pollice destro), che dice di voler unire, come in America Latina, la radicalità della sinistra di lotta con la concretezza della dimensione di governo. E offre come curriculum l'esperienza di quella regione Puglia che sotto il suo governatorato (epica la sconfitta che inflisse al detentore del titolo, il Governatore di Forza Italia Raffaele Fitto) e diventata la prima regione italiana per la produzione delle energie alternative. E ha convinto l'Ilva di Taranto ad abbattere le emissioni inquinanti che hanno fatto della città delle cozze un concentrato di diossina rispetto alla quale Seveso è un'oasi del Wwf.
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Ascoltiamolo, in questa video-intervista ad Affaritaliani.it.Nelle sue critiche al Pd,un progetto che, mescolando "il diavolo e l'acqua santa" è "segnato", a causa del suo governismo, della sua subalternità, delle sue troppe ambiguità, in economia e sui diritti civili. Studiamolo, questo pugliese che si definisce "figlio dell'amore per Gramsci, Berlinguer, Tommaso Fiore, Gaetano Salvemini e i grandi riformisti meridionali. Ma anche di Sandro Pertini, Laura Conti e l'ecologismo politico.Affascinato perfino da "culture e storie fuori dal recinto del nostro cantiere", come, ad esempio quella di un altro politico pugliese, Aldo Moro, con la sua idea di un Sud "non porzione lamentosa ma punto di contatto tra Europa e Mediterraneo". O quella, fondamentale nella trasformazione della destra italiana ("avevo amicizia per lui, gli avversari vanno studiati, con i loro sistemi di potere e le loro formule egemoniche, specie quando hanno successo") di un altro pugliese doc Pinuccio Tatarella.



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