Uno schiaffo ai 'cacicchi'. Onore al coraggioso Walter

Martedì, 17 febbraio 2009 - 17:34:00



Una scelta pulita. Cristallina. Rispettabile. Forte. Come nelle migliori democrazie evolute, Walter Veltroni ha preso atto della sconfitta elettorale in Sardegna, dopo quella in Abruzzo, e ha lasciato la segreteria del Partito Democratico. Un colpo di scena, vero, ma che fa onore all'ex sindaco della capitale. Con i 'cacicchi' non si governa. Soprattutto non si governa il principale partito dell'opposizione. D'Alema che rivuole il Centrosinistra, Letta che punta sull'Udc, Rutelli sempre più critico sui temi della bioetica, Bersani che corre per la leadership anticipando di mesi il confronto, Parisi e i prodiani che sparano bordate da anni (almeno loro alla luce del sole). Per non parlare poi dei ras locali alla Bassolino il quale, travolto dallo scandalo dei rifiuti, s'è fatto un baffo (anche grazie all'appoggio esterno di D'Alema) della richiesta di Veltroni di rinnovamento e di facce nuove, continuando a 'sgovernare' la regione Campania. Per non parlare dei giornali fiancheggiatori. L'Unità che ha tirato la volata nazionale al suo proprietario Renato Soru, fallita domenica e lunedì in Sardegna, e il gruppo di De Benedetti Espresso-Repubblica pronto a fare da megafono a ogni spinta dipietrista e centrifuga, salvo poi aspettarsi da Veltroni la presa sul partito.

Basta. Stop. Non era più possibile andare avanti così. Veltroni non ha voluto farsi logorare a fuoco lento dai colonnelli, sempre pronti a esprimergli solidarietà quando minaccia le dimissioni salvo poi fare interviste o andare nei convegni per attaccare il leader del partito. Il sogno del Lingotto di Torino si è infranto in un freddo pomeriggio di fine inverno. Meglio così. Per Veltroni, stanco dei fratelli coltelli. E per i big dell'opposizione, che ora dovranno guardarsi nelle palle degli occhi e assumersi la responsabilità senza più poter crocifiggere una sola persona.

Speriamo che questa crisi sia l'occasione per lasciare spazio ai giovani, a una nuova classe dirigente. Gli uomini e le donne ai Democratici non mancano. Basti pensare a Zingaretti a Roma, a Majorino a Milano, a Renzi a Firenze e alla combattiva Alessia Mosca in Lombardia. Rinnovamento. Ma questa volta vero, non di facciata per nascondere correnti, fondazioni, club e quant'altro. Un grazie a Walter per averci provato: nonostante gli errori è stato coraggioso. Fino allo strappo finale...
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