Valerio Onida, costituzionalista ed ex presidente della Corte Costituzionale, ad Affaritaliani.it: la Consulta sarà autonoma nella decisione sull'ammissibilità del referendum
Di Tommaso Cinquemani

"La Corte Costituzionale deciderà in maniera autonoma, ma poi bisogna vedere quanto in questa autonomia possono entrare valutazioni di sistema. Ad esempio a quali criteri ancorare la decisione". Valerio Onida, ex presidente della Corte Costituzionale, sceglie Affaritaliani.it per intervenire nel dibattito scoppiato intorno al referendum sulla legge elettorale. "Se devo fare una previsione anche io sono pessimista sull'ammissibilità", spiega Onida. E sulle 'pressioni' esercitate da ambienti vicini al Colle per bocciare i referendum in favore di una soluzione parlamentare afferma: "L'Aula è liberissima di adottare una nuove legge. Non si deve guardare alla ammissibilità del referendum come fosse una minaccia alla libertà dei deputati"
Che cosa ne pensa delle pressioni politiche rivolte alla Corte Costituzionale perché il referendum sia bocciato?
"Ognuno dice la sua, tutti fanno pressioni perché ci sono opinioni evidentemente molto diverse. Da ultimo ci sono state le pressioni di un gruppo di avversari della legge Mattarellum che chiedono di dichiararlo inammissibile, ma con una serie di precisazioni... Ecco, la Corte in questi casi ha sempre dovuto assistere a svariate prese di posizione, con motivazioni politiche e non".
Ma deciderà autonomamente?
"Certamente deciderà in maniera autonoma, ma poi bisogna vedere quanto in questa autonomia possono entrare valutazioni di sistema. Ad esempio a quali criteri ancorare la decisione. La giurisprudenza in materia di referendum è complessa e contorta. Ho letto che c'è una previsione di inammissibilità. Se devo fare una previsione anche io sono pessimista. Ma ci sono comunque degli ottimi argomenti per arrivare ad una decisione positiva".
Se il referendum dovesse essere ammesso in Parlamento ci sarebbero non poche fibrillazioni…
"Non credo. Il Parlamento è sempre libero di cambiare la legge. Prima del referendum o anche dopo, sempre tenendo conto delle decisioni degli elettori. Se questo referendum venisse ammesso abrogherà interamente la legge Calderoli facendo rivivere il Mattarellum. Ma questo non è un referendum per la legge Mattarellum che vincolerebbe le forze parlamentari a rimanere ancorati a quel sistema. Il referendum è sul Porcellum e non a favore del Mattarellum. Il Parlamento può benissimo scegliere la legge elettorale che preferisce, anche adesso".
Non si può negare che Napolitano preferirebbe una soluzione parlamentare alla riforma elettorale…
"Napolitano non si è espresso su questo punto".
Però ha esortato le forze politiche ad intervenire in parlamento sulla riforma elettorale.
"Vede, il referendum esprime il parere del popolo che non vuole questa legge che da troppo tempo ci teniamo. Il parlamento è liberissimo di adottare una nuove legge. Non possono dire che non hanno avuto tempo per decidere. Si mettano al tavolo e partoriscano una nuova legge elettorale. Perché si deve guardare alla ammissibilità del referendum come fosse una minaccia alla libertà del Parlamento".


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