Usa/ I democratici stanno vincendo la partita del voto anticipato in alcuni stati chiave

Mercoledì, 22 ottobre 2008 - 17:05:00


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I democratici stanno vincendo la partita del voto anticipato in alcuni stati stati chiave destinati a decidere le sorti del duello per la Casa Bianca. Lo registra il New York Times che ha analizzato i dati finora a disposizione in Iowa, Carolina del Nord, New Mexico ed Ohio, tutti stati andati a George Bush nel 2004, dove è nettamente superiore il numero degli elettori democratici che hanno scelto di avvalersi della possibilità di votare in anticipo. Dati che mostrano un'inversione di tendenza rispetto a quattro anni fa, quando Bush si aggiudicò con il 60 per cento contro il 40 di John Kerry il voto a distanza, come era successo già nel 2000. Un'inversione che dipende anche dal fatto che appare drasticamente cambiato il profilo dell'elettore che sceglie di votare a distanza. Fino ad un passato recente infatti il 'l'absentee votè era riservato a chi non poteva - perchè all'estero per lavoro, perchè militare, perchè malato - a recarsi alle urne nell'election day. Ora invece oltre 30 stati permettono di votare in anticipo - sia per posta che di persona - senza dover avere una motivazione specifica.

"In passato a votarei in anticipo erano anziani, persone dal reddito più alto e vicini a repubblicani, e questo spiega il trend degli anni passati - spiega Paul Gronke, direttore dell'Early voting information center - ma ora dai numeri emerge che sono in maggioranza afroamericani, ispanici e giovani: tutto questo è molto diverso e deve far preoccupare il Gop". Nel 2004 il 22 per cento degli elettori hanno scelto di votare in anticipo, l'otto per cento in più rispetto a quattro anni prima. E per quest'anno si prevede un aumento ancora più sensibile, se in un sondaggio realizzato nei giorni scorsi, il 7 per cento degli intervistati diceva di aver già votato e il 24 di aver intenzione di farlo prima dell'election day. In tutto il 31 per cento, quasi un terzo dell'intero elettorato.

SARAH PALIN, IL PARTITO PAGA PER I VESTITI: POLEMICHE

Nuova polemica negli Usa per Sarah Palin: il giornale 'Politico' ha scoperto che il partito repubblicano ha speso decine di migliaia di dollari per rivestire a nuovo la vice di John McCain e i suoi familiari costringendo la campagna del senatore dell'Arizona a una stizzita conferma. Per rivestire e accessoriare la Palin e la sua numerosa famiglia il Comitato Nazionale Repubblicano ha speso oltre 150 mila dollari. Lo shopping è cominciato all'inizio di settembre e include fatture da negozi di lusso come le filiali della catena Saks Fifth Avenue di St. Louis e New York per un totale di 49.425 dollari. Da Nieman Marcus a Minneapolis, nei giorni della Convention Repubblicana all'inizio di settembre, i Palin hanno speso 75.062 dollari in una botta sola, con altre tre puntate di shopping da Macy's per un totrale di 9.447 dollari. Quasi 800 dollari sono stati spesi da Barney's a New York nei giorni dell'Assemblea Generale quando Sarah ha 'lasciatò 5.102 dollari da Bloomingdalès. Il partito Nazionale Repubblicano si è accollato anche 4.716 dollari in parrucchieri e trucco in settembre, dopo non aver riportato nessuna voce del genere in agosto. Le spese - afferma Politico - hanno sollevato interrogativi sulla loro legalità tra gli esperti di finanziamenti elettorali: la Federal Election Commission sconsiglia caldamente di usare fondi elettorali per acquistare oggetti di uso personale. La campagna di McCain ha reagito con stizza alle rivelazioni del giornale: "Con tutti i problemi che ha davanti in questi giorni il paese si perde tempo a parlare di pantaloni e camicette", ha detto la portavoce Tracey Schmitt precisando che "era sempre stata l'intenzione originaria di regalare in beneficenza i vestiti dopo la fine della campagna".



Barack Obama
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John McCain
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Il film porno sulla Palin


LA PALIN E LA SOSIA INSIEME IN TV. CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO


Video della Palin

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